Gestione degli Ato e debiti: troppi silenzi su una situazione già nota

Debiti da capogiro, un caso di rilevanza nazionale. Pierluigi Caputi oggi ha alzato il coperchio su una situazione gravissima: l’Ente Regionale per il Servizio Idrico Integrato, nasce con 25 milioni di euro di debiti ma in realtà i debiti totali sono 300milioni, mentre i crediti iscritti nei bilanci sono 200 milioni.

Perché solo ora si sono tirate le somme  e si denuncia uno sfacelo del genere, che era noto?

Caputi non doveva controllare i rendiconto delle società di gestione?

C’è qualcosa che non ritorna se è vero che i bilanci sono stati approvati nelle assemblee dei sindaci soci delle sei società di gestione. Se oggi il debito che il commissario unico denuncia è di milioni di euro vuol dire che i conteggi approvati non dovevano ricevere il sì dei primi cittadini. Anzi.

Ma si sa come vanno queste cose, ci si allinea e si segue la linea politica del partito di riferimento, dimenticando spesso l’interesse generale.

La società che sta meglio di tutte, si fa per dire, è la Sasi, la Società Abruzzese per il Servizio Idrico Integrato, che gestisce acquedotti, depurazione e fognature per i 92 Comuni della Provincia di Chieti, con circa 150 mila utenti, ricompresi nel territorio dell’A.T.O. 6 Chietino. Facendo due conti, il Cam Spa, l’ente gestore del servizio nell’area marsicana, ha debiti per 51 milioni su ricavi di produzione pari a 19 milioni;  la Ruzzo (area teramana), ha 65 milioni, su ricavi di 36 milioni; l’Aca (area pescarese e parte del Chietino e del Teramano), conta 92 milioni in rosso su ricavi di 43 milioni. In condizioni migliori l’Ato aquilano e, appunto, la Sasi. Ma se il rosso della società che ha sede a Lanciano è diverso dagli altri, lo deve alle quote di ammortamento non versate alla Isi, la società delle infrastrutture per i servizi idrici. Si tratta di svariati milioni che per anni sono rimasti alla Sasi, nonostante la Isi li abbia chiesti, anche attraverso l’intervento della magistratura. Che in ben 13 occasioni ha dato ragione alla società del patrimonio. Carte nelle quali, però, venivano evidenziati i conti in rosso della Società Abruzzese per il Servizio Idrico Integrato, tanto che al momento di approvare i bilanci, i sindaci del centro destra non solo si sono pronunciati contro, ma li hanno anche impugnati.

“Sotto questo aspetto il loro comportamento è stato apprezzabile – afferma l’ex presidente della Isi, Patrizio D’Ercole, che si ha più volte chiesto l’intervento della magistratura frentana e persino di quella pescarese perché si facesse luce sulla gestione della Sasi.  

La querelle tra le due società è andata avanti con duri scontri politici fino al 28 dicembre scorso, quando i sindaci di centrosinistra nel corso dell’assemblea convocata per approvazione il bilancio e la fusione con la società che gestisce acquedotti, depurazione e fognature, hanno deciso di votare il nuovo consiglio di amministrazione della Isi (Vincenzo Antonucci, presidente, affiancato da Michele Garante e Antonio Iezzi). Un cda – senza retribuzione, ndr – in carica dallo scorso dicembre e per la durata di 6 mesi, allo scopo di studiare come sarà possibile procedere con il matrimonio tra le due società. In queste ore, da indiscrezioni, si è saputo che uno dei componenti, Galante, si è dimesso. E’ stata convocata una nuova assemblea per il prossimo 12 aprile per nominare il sostituto.

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