L’Orchestra Sinfonica Abruzzese si unisce all’Orchestra Regionale delle Marche per celebrare il 6 aprile a L’Aquila

Ogni anno il 6 Aprile è dedicato alla commemorazione del sisma e delle vittime che in esso hanno perso la vita. In questo 2013 la scelta degli Enti musicali Istituzione Sinfonica Abruzzese e Società Aquilana dei Concerti “B. Barattelli” è stata quella di proporre alla città una delle pagine più celebri del compositore italiano Giuseppe Verdi, di cui ricorre il bicentenario dalla nascita: la Messa da Requiem. Per questa partitura è richiesto un organico orchestrale imponente e così l’Orchestra Sinfonica Abruzzese si unisce all’Orchestra Regionale delle Marche per dar vita ad una formazione orchestrale di ottanta elementi, un progetto che prende il nome di Filarmonica dell’Adriatico. Una sinergia in atto fin dal marzo del 2011. Anche per la parte corale, impegnativa e di scrittura “lirica” come richiede un operista come Verdi, si è attuata una sinergia di forze: Coro degli allievi del Conservatorio “A.Casella” dell’Aquila, il Coro Lirico Marchigiano “V. Bellini” e il Coro dell’Accademia Reatina Teatro e Musica. Maestro del coro è Pasquale Veleno. Le voci soliste sono affidate a cantanti che si sono formati o operano nel territorio: Masha Carrera, soprano; Valentina Di Cola, mezzosoprano; Leonardo Gramegna, tenore; Enrico Turco, basso.

Direttore è Marcello Bufalini, direttore principale ospite dell’Orchestra Sinfonica Abruzzese nonchè docente nel Conservatorio cittadino e da diversi anni molto vicino alla nostra Istituzione e parte attiva dell’organizzazione dell’Ente.

Attraverso le tante domande che si pone Verdi, in questa sua composizione musicale, vorremmo soffermarci, riflettere insieme e comprendere fino in fondo la reale necessità di continuare a porci domande sapendo già e volendo diffondere l’importanza di continuare a porsi domande, a riflettere, a cercare attraverso la musica, impalpabile arte dei suoni, l’emozione, il pensiero, il senso stesso della vita umana. Tramandare la necessità di farsi domande. Questo è il messaggio che si vuole lanciare e chissà se mai fra i posteri qualcuno avrà una ”ardua sentenza” che dia una qualche risposta ai drammi umani.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *