Marineria allo stremo: si cercano soluzioni immediate per il via libera al dragaggio del porto

Potrebbe avvenire la prossima settimana lo sblocco dell’iter relativo ai lavori di dragaggio del porto di Pescara.

Oggi il prefetto Vincenzo D’Antuono ha annunciato le ultime novità ai componenti della commissione consiliare di Vigilanza della Provincia di Pescara, presieduta da Camillo Sborgia. Nel corso di un incontro con il prefetto, Sborgia ha messo in evidenza le preoccupazioni della commissione per la tensione che si è creata in città in merito alle vicende del porto e ha sottolineato le enormi difficoltà della marineria, degli operatori commerciali e dell’indotto, senza lavoro da mesi. Il prefetto ha chiarito che nella giornata di lunedì si attendono le controanalisi dell’Arta, da confrontare con quelle promosse dalla ditta incaricata di eseguire i lavori. Una volta superato questo passaggio la situazione dovrebbe sbloccarsi. D’Antuono ha chiarito che il sottosegretario alle Infrastrutture Improta si sta interessando in prima persona della vicenda.

La commissione, che oggi ha partecipato all’incontro con il prefetto, ha deciso di riunirsi nuovamente lunedì, alle 12.30, per appurare se ci sono stati sviluppi e decidere, di conseguenza, se intraprendere eventuali azioni di protesta così come era stato proposto nei giorni scorsi. Si è pensato, tra l’altro, di occupare la sala commissioni o la sala consiliare della Provincia o di intraprendere altre azioni eclatanti. Per domani alle 15.30, nella sala Tinozzi della Provincia, è atteso un incontro, promosso dall’Associazione Armatori Pescara, con tutti i rappresentanti delle istituzioni. In quella sede la marineria vuole avere risposte chiare e puntuali sul dragaggio, il cui avvio era stato annunciato dal ministero per la giornata di ieri. Non sembrano esserci più le condizioni per mediare: la marineria annuncia infatti di voler nuovamente occupare l’asse attrezzato, come avvenuto in passato, e di volersi rivolgere alla Procura della Repubblica. Nell’invito alle istituzioni e agli altri operatori portuali l’associazione mette in risalto “il crescente malcontento della categoria” e la volontà di evitare “eclatanti manifestazioni di protesta”. 

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