Ordinanza della magistratura: cento Map ‘insicuri’ dovranno essere sgombrati a L’Aquila

Cento moduli abitativi provvisori che riguardano l’intero complesso di Cansatessa-San Vittorino e una parte di quelli che si trovano nei villaggi di Arischia e Tempera dovranno essere sgombrati entro il prossimo 15 aprile.

La decisione è contenuta in una ordinanza ed è stata decisa per motivi di sicurezza. Si è resa indispensabile in seguito al sequestro preventivo disposto dalla magistratura. Il provvedimento è stato deciso in relazione a un’inchiesta giudiziaria in corso, che riguarda vicende risalenti all’epoca della costruzione dei fabbricati in questione, prima ancora che gli stessi venissero ceduti al Comune de L’Aquila. Nell’ordinanza si sottolinea come, in seguito a un incontro tra i dirigenti dei settori comunali competenti e il consulente tecnico d’ufficio, sia stata data particolare attenzione alla relazione tecnica riguardante le indagini strutturali. Da questo documento e dagli esiti delle indagini delle prove eseguite «risulta, in particolare – è scritto nell’ordinanza – che la piastra di fondazione in corrispondenza dell’ancoraggio delle strutture in legno è posta in condizioni di non verifica, con un coefficiente di sicurezza pari a circa il 20% in meno di quanto previsto dalle norme tecniche per le costruzioni. Le opere secondarie – è riportato ancora nel provvedimento – presentano difetti che generano pericoli per l’incolumità degli assegnatari dei Map. In particolar modo i pavimenti esterni risultano staccati dal sottostante massetto, con rischio di cadute o lesioni per persone anziane o con ridotta capacità motoria, i lampioni di illuminazione esterna sono mal posti in opera, oscillano sotto il minimo sforzo in maniera eccessiva e possono risultare a rischio per una caduta su persone e inoltre, in molteplici edifici, il legno risulta già deteriorato dalle azioni meteoriche».
L’assessore all’Assistenza alla popolazione del Comune de L’Aquila, Fabio Pelini ha già fatto sapere che nessuno degli assegnatari interessati uscirà dalle case in questione senza prima aver avuto un’alternativa valida”.

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