WWF e Forum Acqua dell’Abruzzo Social Forum chiedono intervento della Corte dei Conti e delle procure abruzzesi sulla malagestione dell’acqua

Un esposto alla Corte dei Conti e alla magistratura ordinaria con la richiesta di far luce sulle responsabilità nella gestione del servizio idrico integrato è stato inviato da WWF e del Forum Acqua dell’Abruzzo Social Forum all’indomani dei dati, drammatici, diffusi ieri dal Commissario Straordinario Pierluigi Caputi. WWF e del Forum Acqua dell’Abruzzo Social Forum per la verità avevano sollecitato controlli anche in passato, voci inascoltate. Adesso, dinanzi a 25 milioni di euro in ‘rosso’ con la quale nasce l’Ente Regionale per il Servizio Idrico Integrato in rosso (in realtà i debiti totali accumulati dalle 6 società abruzzesi di gestione sono 300 milioni, mentre i crediti iscritti nei bilanci sono 200 milioni), le due associazioni chiedono giustamente il controllo della magistratura contabile e delle procure abruzzesi competenti.

“Intervengano immediatamente per verificare i danni per la collettività e accertare le responsabilità sulla malagestione dell’acqua in Abruzzo. L’indignazione che deve giustamente provocare la lettura del dossier del Commissario sulla gestione attuale non deve risolversi in un mero scontro di potere. I cittadini – dicono WWF e Forum Acqua dell’Abruzzo Social Forum – rischiano di subire e pagare una riorganizzazione del servizio idrico realizzato dall’alto, dove al clientelismo e alla lotta tribale tra fazioni partitiche che hanno spolpato il sistema e di conseguenza i cittadini si rischia di sostituire un potere verticistico e, nel medio e lungo periodo, altrettanto opaco, inefficiente ed inefficace in assenza di una radicale svolta che permetta la reale partecipazione dei cittadini alle scelte e una forte iniezione di trasparenza”. 

Secondo le due associazioni “il Commissario Caputi in 5 anni non ha promosso ma, anzi, ha ostacolato ogni forma di partecipazione dei cittadini, che hanno dovuto, tra l’altro, promuovere ben due ricorsi al TAR su altrettanti piani d’ambito elaborati dal Commissario senza alcuna forma di partecipazione, né formale, attraverso la Valutazione Ambientale Strategica, né sostanziale, attraverso la promozione di incontri pubblici. Inoltre il principale strumento di programmazione e pianificazione del settore, il Piano di Tutela delle Acque, avviato nel 2001 dall’assessorato diretto da Caputi, per quasi un decennio e’ stato tenuto nel cassetto con la partecipazione ridotta a pochi incontri realizzati alla fine del processo di adozione e a scelte già fatte, peraltro fortemente criticabili e dilatorie rispetto agli obblighi comunitari in materia di gestione e qualità delle acque”.

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