Dragaggio, per l’Arta si può fare. Il problema è dove sistemare il materiale di risulta

Una storia che dura da anni, trascurata all’inizio per non ficccarsi in un pericoloso vicolo cieco ed esplosa in tutta la sua gravita negli ultimi 9 mesi. E chissà se finirà a breve. Ma veniamo alle ultime novità. L’Arta, attraverso il suo direttore, Mario Amicone, ha comunicato in conferenza stampa che ieri il materiale sulla valutazione e validazione delle analisi effettuate dall’Agenzia regionale per la tutela ambientale sono stati trasmessi al Provveditorato alle Opere pubbliche e alla Sidra, la società che deve eseguire i lavori al porto. “Per quanto ci riguarda, i lavori possono iniziare. Ma ho i miei seri dubbi che lunedì prenderanno il via: la realtà è che non si sa ancora dove portare i materiali di risulta, senza contare poi che le draghe non sono ancora arrivate a Pescara”. Uno scetticismo condiviso dagli armatori, anche loro presenti negli uffici dell’Arta. Ma c’è dell’altro. “Dei 200 mila metri cubi da togliere solo 5 o 6 mila metri cubi può essere destinato direttamente a ripascimento. E qui nasce un altro problema: dove mettere gli altri 195mila? – s’interroga Amicone. Un problema di non poco contro che c’è sempre stato ma che  forse si voleva aggirare. Come? “Dando la colpa a noi dei ritardi delle analisi e per qusto degli inizia dei lavori che sarebbero dovuti iniziare il 5 aprile scorso- risponde Amicone, che tira fuori una serie di lettere e email che lo confermerebbero. “Abbiamo aspettato i risultati delle analisi della Soidra che sono arrivati uno step alla volta, per poterli confrontare ai nostri. Nonostante queste difficoltà, siamo andati avanti, per cui si potrebbe procedere con dragaggio”. Di nuovo il condizionale… 

Resta sempre aperta la questione di dove portare i 195mila metri di materiale che permetteranno di riavviare la navigazione nel porto. “Se ci avessero dato ascolto quando questa situazione è emersa, a quest’ora non ci troveremmo davanti a questo interrogativo – dice ancora Amicone -. Consigliammo già mesi fa di usare le vasche di stoccaggio, livellando la superficie del materiale che già c’è e procedendo alla impermeabilizzandole delle vasche. Solo il  25 marzo scorso, in conferenza di servizi, siamo arrivati a questa soluzione, anche se finora non è stato fatto nulla”.  

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