Carabinieri in azione ad Atessa, Francavilla al mare e Campli

Due persone denunciate per un “rave party” non autorizzato che si è svolto, lo scorso 7 Aprile, ad Atessa. E’ il bilancio del controllo effettuato dai Carabinieri che, ieri, hanno denunciato in stato di libertà un 48enne di Atessa ed un 36enne di Orsogna ritenuti entrambi responsabili di aver aperto un luogo di pubblico spettacolo, trattenimento e ritrovo, senza avere osservato le prescrizioni dell’ Autorità a tutela della incolumità pubblica. Ad intervenire in contrada Saletti, lo scorso 7 Aprile, dove era stata improvvisata una vera e propria discoteca, erano stati i Carabinieri delle Stazioni di Atessa e Archi coadiuvati dai colleghi del Nucleo Radiomobile. I militari, giunti sul posto a seguito di una segnalazione, avevano identificato una settantina di persone, provenienti anche da altre province dell’Abruzzo. 

Il “rave party”, che si stava svolgendo all’interno di un capannone, era stato subito interrotto dai carabinieri. Tra i numerosi presenti identificati dagli uomini dell’Arma vi era anche un brasiliano di 19 anni che, a seguito di ulteriori controlli, è risultato irregolare sul territorio nazionale poiché già gravato da un provvedimento di espulsione, emesso dal Prefetto di Rieti lo scorso Febbraio, con intimazione a lasciare lo Stato. Il giovane è stato pertanto denunciato per ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato italiano e violazione dell’ordine di lasciare il territorio Nazionale. 

I Carabinieri della Stazione di Francavilla al Mare, in esecuzione dell’ordine per l’espiazione della pena presso il domicilio, emessa dalla Procura della Repubblica di Chieti, hanno tratto in arresto un 37enne del posto, noto alle Forze dell’Ordine, che dovrà espiare la pena di un anno ed un mese poiché riconosciuto responsabile, in concorso, di violazione di domicilio e danneggiamento seguito da incendio. I fatti risalgono al 2009 quando, a Francavilla al Mare, l’uomo, con la complicità di altre persone, incendiò un ciclomotore di un 47enne. Il 37enne è stato posto in regime di detenzione domiciliare.

Smascherato il finto matrimonio per ottenere la cittadinanza italiana e, alla falsa moglie, i cinquemila euro promessi dal marocchino sfumano. I carabinieri della stazione di Campli hanno denunciato due persone, O.M., 46 anni del posto e V.C., di 27, italiana, residente a Montorio al Vomano, per concorso in falsità ideologica. L’indagine dei militari ha preso spunto da una lettera inviata dalla prefettura al comando stazione dei carabinieri con la quale si chiedeva di procedere al compimento degli atti burocratici relativi alla richiesta di rilascio della cittadinanza italiana presentata dal nordafricano al prefetto. I militari, però, anziché liquidare la pratica subito (il matrimonio era stata contratto nel 2009) hanno avviato una serie di accertamenti scoprendo che, in realtà la donna presa in moglie, non aveva mai messo piede in casa del marito straniero che appena appena conosceva. Si è anche appurato che alla stessa erano stati promessi cinquemila euro che sarebbero stati saldati dal marocchino solo dopo aver ottenuto la cittadinanza italiana. Purtroppo per lei, alla fine, si è dovuta accontentare di uno scooter del valore di qualche centinaio di euro. Ed alla beffa ha aggiunto anche guai giudiziari. La richiesta presentata dall’africano di concessione della cittadinanza italiana faceva seguito al permesso di soggiorno che l’uomo aveva ottenuto a suo tempo dalla questura di Teramo in forza del certificato di matrimonio il cui vincolo era stato celebrato davanti al sindaco di Campli dell’epoca. Per 4 anni le finte nozze hanno retto ed il marocchino è rimasto in Italia grazie al permesso di soggiorno. Diritto che ora perderà come pure oramai è sfumata ogni velleità di diventare cittadino italiano e comunitario.

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