L’Abruzzo in piazza per difendere l’Adriatico

Le Diocesi di Chieti, Pescara e Lanciano; 47 comuni; 178 tra associazioni, sindacati, movimenti e comitati; 13 forze politiche; i rappresentanti di 3 parchi nazionali, un parco regionale e 7 riserve regionali; le amministrazioni provinciali di Chieti e Pescara. Sono oltre 260 finora le adesioni alla manifestazione in programma domani pomeriggio a Pescara contro il progetto ‘Ombrina Mare 2′, l’impianto della dalla Medoilgas per la desolforazione in mare degli idrocarburi posto a 10 chilometri dalla Costa dei Trabocchi. Il corteo, che raggiungerà piazza Salotto, dove sono in programma gli interventi conclusivi, prenderà il via alle 15.30 dalla Madonnina del porto, luogo dell’appuntamento che sarà raggiunto dai manifestanti che arriveranno da ogni parte dell’Abruzzo e dalle regioni limitrofe.

Non solo protesta, ma anche azioni concrete per contrastare il progetto Ombrina. Il Partito Democratico, come annunciato oggi nel corso di una conferenza stampa hanno presentato una proposta di legge – primo firmatario alla Camera Giovanni Legnini con i deputati Maria Amato, Antonio Castricone, Vittoria D’Incecco e Tommaso Ginoble, ed al Senato prima firmataria Stefania Pezzopane – contro le altre autorizzazioni che rischiano di danneggiare la qualità della vita e del lavoro lungo la costa adriatica, e per realizzare presto il Parco nazionale della Costa. Sono stati  proprio i parlamentari Legnini, Pezzopane, Castricone e D’Incecco, la consigliera regionale Marinella Sclocco e il segretario regionale Silvio Paolucci. 

La proposta per fermare definitivamente Ombrina Mare e le altre autorizzazioni per le perforazioni nell’Adriatico, è netta: all’articolo 2 prevede che «sono privi di efficacia tutti gli atti adottati in attuazione delle disposizioni di cui all’articolo 35, comma 1, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134 nel periodo compreso tra la data di entrata in vigore del decreto legislativo 29 giugno 2010, n. 128 e quella di entrata in vigore della presente proposta di legge», rendendo così inefficaci gli atti, i pareri, le autorizzazioni nel frattempo rilasciati sul fronte delle perforazioni nel mare Adriatico. 

“Un atto concreto – ha detto Legnini – per tutelare l’Abruzzo e scegliere con convinzione la strada della sostenibilità, della green economy, del turismo e dell’agroalimentare di qualità”.

L’articolo 1 della proposta infatti disegna una nuova regolamentazione, per evitare in futuro altre situazioni simili a quelle contro le quali oggi si battono gli abruzzesi: «Ai fini di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema – si legge nella proposta – all’interno del perimetro delle aree marine e costiere a qualsiasi titolo protette per scopi di tutela ambientale, in virtù di leggi nazionali, regionali o in attuazione di atti e convenzioni dell’Unione europea e internazionali sono vietate le attività di ricerca, di prospezione nonché di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare, di cui agli articoli 4, 6 e 9 della legge 9 gennaio 1991, n. 9. Il divieto è altresì stabilito nelle zone di mare poste entro dodici miglia dalle linee di costa lungo l’intero perimetro costiero nazionale e dal perimetro esterno delle suddette aree marine e costiere protette. Al di fuori delle medesime aree, le predette attività sono autorizzate previa sottoposizione alla procedura di valutazione di impatto ambientale di cui agli articoli 21 e seguenti del presente decreto, sentito il parere degli enti locali posti in un raggio di dodici miglia dalle aree marine e costiere interessate dalle attività di cui al primo periodo».

Inoltre, il Pd ha presentato anche una mozione che impegna il governo «a sospendere e poi revocare il procedimento di autorizzazione relativo alla zona interessata alle perforazioni di Ombrina Mare di cui in premessa che risulta viziato per mancanza, a causa di omissione o negligenza, di un elemento fondamentale di perfezionamento» e «a definire con urgenza la perimetrazione del Parco della Costa Teatina prevista dall’articolo 8, comma 3, della legge 8 marzo 2001, n. 93».

Accanto alla proposta di legge ed alla mozione, il Pd ha presentato anche una interrogazione al ministro dell’ambiente, per sapere se la richiesta di parere su Ombrina Mare 2 è stata o meno inoltrata alla Regione e, nel caso si accerti il contrario come sostenuto dal presidente della Regione, se il ministero intende o meno revocare la Valutazione di impatto ambientale. Per queste ragioni il Pd domani sarà in piazza, a Pescara, alla manifestazione contro Ombrina Mare. «Altre autorizzazioni sono state richieste al largo fra Pescara e Francavilla» ha detto Sclocco, mentre Paolucci ha sottolineato che «la scelta della green economy è una scelta di futuro, di innovazione, di consapevolezza. Il Pd sarà in piazza per dare agli abruzzesi il diritto a partecipare alle scelte decisive sul proprio futuro, e perché la strada dell’economia verde sia percorsa senza paura».

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