La marineria pescarese perde la pazienza: bloccato l’Asse Attrezzato

Mimmo Grosso lo aveva detto qualche giorno fa, partecipando alla conferenza stampa indetta dall’Arta per presentare le analisi sui fanghi al porto canale di Pescara. In quella occasione l’armatore aveva annunciato, senza alcuna esitazione, che oggi le due draghe che avrebbero dovuto iniziare i lavori per il dragaggio non sarebbero arrivati. Infatti…

Così è scattata la protesta, anche questa abbondantemente annunciata, e gli armatori hanno occupato il tratto di Asse Attrezzato Pescara-Chieti, nella parte conclusiva che immette davanti ai palazzi della Provincia e del Comune di Pescara. L’unico mezzo al lavoro è il moto pontone Fioravanti.

La protesta della marineria si è spostata nel pomeriggio proprio a palazzo di città, nel quale è in programma il consiglio comunale. Lavori che non sono cominciati per la protesta scoppiata in aula. Grida e urla di lavoratori che si sentono presi in giro. Oggi, infatti, sarebbero dovuti arrivare a Pescara le due draghe per dare il via alle operazioni per portare via 200 mila metri cubi di materiale che impediscono la navigazione. Lavori affidati alla Sidra che, per la verità, sarebbero dovuti iniziare il 3 aprile scorso. Poi l’attesa per le analisi dei fanghi. Ancora, la soluzione su dove doverli depositare. I continui rinvii sarebbero dovuti ai mancati interventi sulle 5 vasche di colmata, necessari per sistemare i teloni in modo che i fanghi tolti dal canale non vadano a finire su quelli già lavorati. Insomma, una situazione tragi-comica e conseguente scaricabarile di responsabilità. Inevitabile la dura presa di posizione degli armatori e pescatori, alcuni dei quali continuano a presidiare l’asse attrezzato.

Una protesta che ha tutta l’aria di non finire qui. Quel che armatori e pescatori esigono sono atti ufficiali, certezze. Senza contare poi che a fine mese scadono i sussidi per la categoria. Un problema che riguarda 200 famiglie

In serata la marineria ha incontrato il presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi. Nel corso del faccia a faccia, si è raggiunto l’accordo su alcuni punti. La Regione ha annunciato alla marineria che domani, nel corso dei lavori del Consiglio, sarà approvato un emendamento che prevede l’assegnazione al settore di 650 mila euro, di cui 200 mila destinati agli operatori e 450 alla marineria, per assicurare la copertura del fermo straordinario per i mesi di marzo e aprile. Per quanto riguarda invece la cassa integrazione si attende una risposta dall’Inps ma nello stesso tempo si sta tentando di attuare una anticipazione delle somme attraverso la Regione, utilizzando l’indennizzo straordinario per la marineria pescarese previsto nel Decreto sviluppo che ammonta a tre milioni di euro. 

E’ stato anche annunciato che il presidente Chiodi andrà a Bruxelles la prossima settimana per sostenere le ragioni della marineria per il rapido stanziamento del contributo straordinario previsto nel Decreto sviluppo. 

L’assessore Febbo si è impegnato ad ottenere l’esclusione dal fermo biologico estivo delle 46 barche della marineria pescarese ferme dalle 5 luglio 2012. L’intesa firmata oggi prevede anche di fissare un incontro con l’Inps per la Cassa integrazione in deroga alla marineria pescarese. Inoltre è stato chiesto di assegnare un contributo straordinario all’Associazione armatori per i rischi derivanti dalla non agibilità del porto.

La marinerai, dal canto suo, ha rimosso il blocco stradale sull’asse attrezzato.

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