Omicidio di Alba: pochi dubbi sull’autore dell’efferato assassino

Colpito alla gola e in altre parti del corpo con un coltello multiuso svizzero. Gabriele Di Clemente, il pensionato di 72 anni di Alba Adriatica, è morto dissanguato nella sua abitazione di via Volturno a Villa Fiore di Alba Adriatica, nella notte tra sabato e domenica. E’ questa la prima sommaria ricostruzione fatta dagli investigatori dopo il ritrovamento, ieri mattina, del corpo senza vita del Di Clemente, scoperto da un inquilino del palazzo dove l’uomo viveva. 

La Procura di Teramo ha disposto oggi l’esame autoptico sul giardiniere, dalla quale ci si aspetta di risalire all’ora dell’assassinio e quante colpi sono stati inferti alla vittima. L’autopsia è stata affidata all’anatomopatologo Giuseppe Sciarra. Nella ricognizione cadaverica di ieri, dopo il ritrovamento del corpo senza vita del pensionato, si erano già notati la presenza di numerosi fendenti e ecchimosi, segni evidenti di difesa della vittima. I sospetti sono ricaduti su Andrea Marsili, di 43 anni, di Alba Adriatica. L’uomo al momento è detenuto nella carcere teramano di Castrogno. Ci è finito ieri dopo l’interrogatorio al quale lo ha sottoposto il sostituto procuratore Bruno Auriemma anche se Marsili si è avvalso formalmente della facoltà di non rispondere. Fornirà la sua versione dei fatti, probabilmente domani, quando scadranno le 48 ore dello stato di fermo di polizia giudiziaria. Lui era in casa della vittima sabato sera, insieme altri due amici di Di Clemente. Avevano cenato nell’appartamento di via Volturno ma sul tardi Marsili s’era trattenuto. Aveva una questione aperta con il pensionamento, una somma da poco non restituita al Di Clemente. Una discussione degenerata, finita nel sangue. Questo dovrebbe essere il movente anche se non è ufficiale: gli investigatori, in questa fase dell’indagine, da segreto istruttorio, non hanno confermato. 

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