Lanciano e la querelle sull’isola pedonale in centro. La Confesercenti: “Così com’è non serve”

Si torna a parlare di isola pedonale a Lanciano, un problema che spunta fuori di tanto in tanto e che mette di fronte favorevole e contrari. La crisi, poi, riaccende una fiamma che non si è mai spenta: da una parte i commercianti del centro della città che lamentano come la chiusura di corso Trento e Trieste in realtà favorisca la grande distribuzione, dall’altra alcuni amministratori e cittadini che, invece, sono favorevoli al divieto di circolazione delle auto. Vecchie questioni, insomma. Per amor del vero, esisteva un progetto che prevedeva interventi su corso Trento e Trieste, allargato successivamente all’area di piazza D’Amico. Era stato presentato dal centro destra prima delle elezioni comunali del 2011. Che fine abbia fatto, no si sa.

Il problema era stato affrontato dall’attuale amministrazione nel dicembre 2011 con una riunione tra rappresentanti della giunta Pupillo e una delegazione di commercianti nel corso della quale fu discussa la proposta di riaprire, seppur in via sperimentale, la via principale della città. Ma non si arrivò a nulla. La contrarietà nella maggioranza guidata dal primo cittadino rimane.

Oggi, la Confesercenti, attraverso il suo presidente, Claudio Ucci, ribadisce che la sua categoria “è storicamente a favore delle isole pedonali, perché solo città vivibili e facilmente raggiungibili possono aiutare il commercio ad uscire dallo stato di crisi profonda nel quale è finito. Ma a Lanciano non si può parlare di isola: quella attuale è solo una strada sbarrata che non aiuta assolutamente il commercio – ha affermato, toccando il punto centrale del problema  -. Possiamo parlare di isola solo se si precisano gli investimenti nell’arredo urbano, nei servizi, nelle attività di animazione. Raggiungere il centro della città deve essere agevole e soprattutto la permanenza deve diventare un piacere: è per quella ragione che nascono le isole pedonali. Abbiamo già consegnato formalmente le nostre proposte il 19 febbraio di quest’anno, indicando nel miglioramento qualitativo dell’arredo urbano e nel salto di qualità dell’illuminazione pubblica le vere priorità per iniziare a discutere di rilancio del centro cittadino. Le risorse per gli eventi – prosegue Ucci – vanno individuate altrove. Certo è che se nulla di tutto ciò viene messo in cantiere, in un momento così drammatico per la sopravvivenza delle attività economiche della città, non è da escludere alcuna ipotesi, neppure quella della riapertura”.

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