ADI, salta il consiglio comunale a Lanciano. D’Ortona (PdL): “Una grave mancanza di rispetto per i pazienti”

“È sorprendente apprendere dalla stampa dalle dichiarazioni del Vicesindaco, che il consiglio comunale non viene convocato perché la minoranza chiede,  per lo stesso,  i documenti necessari per conoscere e  approfondire i punti all’ordine del giorno previsti.”

Manlio D’Ortona, consigliere di opposizione del Consiglio comunale di Lanciano, interviene in merito ai ritardi per la convocazione del consiglio comunale e nello specifico il rinvio della discussione in merito alla “questione ADI”.

“Occorre precisare ancora una volta, – sottolinea D’Ortona – che dovrebbe essere un atto scontato garantire l’informazione “al meglio” e con “tutti i mezzi possibili” ai consiglieri comunali (maggioranza e minoranza) per il significato di rappresentanza che esprimono rispetto ai cittadini nell’esercizio del loro ruolo.”

“Inoltre – continua D’Ortona – nel caso specifico, il Presidente del consiglio ha rinviato il consiglio comunale in quanto gli assessori non si fanno parte diligente per assicurare la completezza degli atti e l’informazione adeguata per i consiglieri comunali (maggioranza e opposizione) rispetto ai punti previsti all’ordine del giorno. Atto del Presidente del Consiglio, dovuto per correttezza e rispetto del ruolo che ha nei confronti dell’assise comunale”

“Ma una maggioranza consapevole che ha responsabilità di governo, e nello specifico la giunta tutta, più attenta e focalizzata sui risultati e meno sui proclami, avrebbe potuto assicurare almeno la discussione sull’ ADI per il 22 aprile 2013 chiedendo di stralciare solo i punti carenti di documentazione.” 

Per D’Ortona, la questione dell’ADI va affrontata al più presto in Consiglio comunale per il ruolo propositivo che ha: “Il consiglio comunale ha una funzione importante e può indicare indirizzi precisi alla massima autorità sanitaria della città (il sindaco) per compiere azioni concrete su questo annoso problema, esempio di cattiva gestione che pone i pazienti e le relative  famiglie in una situazione di incredibile disagio.” 

“Credo che occorra sempre ricordarsi – conclude D’Ortona – senza atteggiamenti populisti o speculativi – che rischiano di farne solo una questione politica e di bandiera, che i malati, o chi ha bisogno, sono persone, prima di essere pazienti”

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