Imprese: chiuse 4.410 aziende in Abruzzo, soffrono soprattutto artigianato e commercio

Primo trimestre di sofferenza per le imprese abruzzesi. Secondo l’analisi del centro studi Confesercenti su dati Movimprese/Unioncamere, fra gennaio e marzo hanno chiuso i battenti 4mila 410 aziende, concentrate per lo più nei quattro macrosettori più rilevanti: l’artigianato perde 770 aziende, il commercio 543, la piccola industria 197 ed il turismo 170. Fra le province, chi soffre di più è il Chietino (-658) seguito dalla provincia di Teramo (-323), dall’Aquilano (-237) e dalla provincia di Pescara (-133). «La morsa del credito è sempre più dura – spiega Enzo Giammarino, direttore regionale di Confesercenti – e questo dimostra che l’intervento regionale a sostegno del credito non è più rinviabile. Anche le aziende che mantengono mercati importanti soffrono per la difficoltà di accesso al credito, e i confidi sono gli unici alleati delle piccole imprese. Ma alle istituzioni va chiesto un impegno senza sconti per riattivare la domanda interna, anche con una riduzione delle imposte, perché le imprese non hanno più ossigeno». I dati evidenziano tuttavia anche alcune note positive, che sottolineano l’intraprendenza degli abruzzesi. In tre mesi infatti sono oltre 3mila le nuove imprese, con un dinamismo soprattutto nel terziario (quasi 500 imprese nel solo commercio). «Segno che sulle startup le istituzioni possono e devono investire – sottolinea il presidente di Confesercenti Beniamino Orfanelli – e anche per questa ragione il nostro confidi, Coopcredito, ha lanciato una linea agevolata proprio per le nuove imprese».

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