Testa scrive a Lupi: “Prenda a cuore le gravi situazioni di porto e aeroporto”

A poche ore dal giuramento, il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, è stato raggiunto da una lettera del presidente della Provincia di Pescara, con la quale Testa pone all’attenzione due situazioni difficili: l’aeroporto e il porto, due strutture di cui Pescara, per motivi diversi, necessitano di un’azione decisa da parte del Ministero. Più la seconda che la prima, come evidenzia Testa: “la situazione più drammatica, a causa del pesante insabbiamento dei fondali e del dragaggio che è stato avviato solo in questi giorni con notevoli ritardi e intralci burocratici”.

Il presidente sottolinea la difficile situazione delle famiglie e delle attività che “hanno legato la propria sorte al nostro meraviglioso mare” ed oggi “sono sfinite dal lunghissimo periodo di mancato lavoro e guardano con diffidenza e sfiducia all’intervento” in corso che potrebbe essere non  risolutivo. Il dragaggio in corso, fa notare, non consentirà “la ripresa dei collegamenti marittimi con l’altra sponda dell’Adriatico e, come se non bastasse, molti sono costretti ad abbassare per sempre le saracinesche non potendo più lavorare”.

Testa chiede al ministro di farsi carico della questione: “Il porto deve tornare in piena e totale attività e la città deve riprendere i suoi ritmi naturali – scrive sempre il presidente. Fino ad oggi il Governo non ha saputo dare risposte concrete a un problema che ha purtroppo assunto dimensioni esorbitanti, ma il nuovo Governo deve necessariamente essere sensibilizzato sulla questione e trovare una soluzione definitiva che porti alla riapertura del porto ed alla ripresa di tutte le attività ad esso collegate”.

Il presidente della Provincia sollecita quindi l’attenzione di Lupi affinché segua “la vicenda con il massimo interesse perché è indispensabile uscirne in tempi strettissimi”.

Per quanto riguarda la Cassa Integrazione in deroga riguardante i lavoratori della Marineria di Pescara, oggi, a Roma, presso gli uffici della Direzione Generale della pesca marittima e dell’acquacoltura, si è tenuto un incontro al Ministero, al quale ha preso parte l’assessore alla Pesca, Mauro Febbo. Al termine del vertice, Febbo ha mostrato un certo ottimismo alla luce “del parere favorevole mostrato alle nostre richieste e questa è sicuramente una buona notizia”. Nel corso dell’incontro, è stata affrontata anche la questione del fermo biologico. Tutte le organizzazioni professionali e sindacali hanno votato la modifica relativa alla CIG destinata agli operatori del Porto di Pescara e per la quale si erano profilate alcune difficoltà in quanto nel corso del 2012 non avevano praticamente effettuato nessuna giornata di lavoro. Febbo: “Se il Decreto Interministeriale avesse mantenuto inalterato il dispositivo del 2012, con la Cassa integrazione riconosciuta per un periodo non superiore alle giornate retribuite al lavoratore nell’anno precedente, ben 166 marittimi sarebbero rimasti senza nessun sostegno. Ora però, grazie al lavoro portato avanti i questi mesi, siamo riusciti a ottenere questo risultato importante in attesa del Tavolo tecnico che si riunirà il 7 maggio e nel corso del quale si discuteranno le modalità per reperire i fondi destinati proprio alla copertura della Cassa Integrazione in deroga”. Per quanto riguarda la deroga al Fermo biologico, secondo Febbo “anche in questo caso abbiamo registrato il sostegno unanime delle Organizzazioni e i vertici del Mipaaf si sono impegnati ad effettuare tutte le valutazioni scientifiche del caso per arrivare ad una risposta ne più breve tempo possibile. “Chiaramente ora bisognerà lavorare anche presso gli uffici di Bruxelles, dove la partita appare certamente più insidiosa in virtù dei regolamenti comunitari e non è escluso nei prossimi giorni un nuovo confronto tra il Ministero e la Regione Abruzzo”.

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