Avezzano, non arrivano nuovi giudici per la Procura. Il sindaco: “La sicurezza del territorio è a rischio criminalità”

Un altro preoccupante segnale nel processo di ridimensionamento dei tribunali cossi detti minori arriva da Avezzano. La Procura della Repubblica del centro marsicano, infatti, è stata esclusa dall’elenco delle sedi di assegnazione dei magistrati di nuova nomina. I rischi derivanti dalla mancata copertura dei posti vacanti sono stati messi nero su bianco dai Pubblici Ministeri e portati all’attenzione del Procuratore Generale della Corte d’Appello di L’Aquila e del Presidente della terza commissione al Consiglio Superiori della Magistratura: la mancata copertura dell’organico, recita un passo della nota, si tradurrà in un gravissimo danno per l’utenza, per il contenimento dei reati, per il personale di magistratura e quello amministrativo.

Per evitare la “débâcle” della giustizia, il sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, ha convocato un vertice per domani, mercoledì 8 maggio alle 17.30, a Palazzo di città, dove parteciperanno il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, l’abruzzese Giovanni Legnini, i Presidenti del Tribunale, dell’ordine degli Avvocati e della Camera Penale, i Pubblici Ministeri e i rappresentanti delle forze dell’ordine.

Questo, però, è solo un primo passo sul fronte Giustizia. Il sindaco, infatti, guarda con attenzione alla prossima cancellazione delle Province, assicurata dal Governo Letta: “riporta prepotentemente in discussione la revisione delle circoscrizioni giudiziarie su base provinciale, approvata dall’esecutivo Monti, fondata su un mero calcolo ragionieristico. Il riordino va basato sulla produttività, la popolazione e i carichi di lavoro tenendo conto anche della realtà territoriale. Su queste basi di ragionamento Avezzano ha tutte le carte in regola per mantenere alto il vessillo del presidio della legalità”.  Di Pangrazio, quindi, è determinato a difendere fino in fondo l’avamposto dello Stato e nel frattempo ha invitato il Ministro della Giustizia e il Plenum del Consiglio Superiore della Magistratura, chiamato a ratificare la decisione, a “non lasciare scoperto il presidio della legalità mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini. Per contrastare la criminalità organizzata che ha subito duri colpi grazie all’azione della Magistratura – afferma Di Pangrazio – occorre mantenere alta la guardia, soprattutto in questo avamposto di frontiera al confine con territori ad alta densità criminosa. La cittadella della giustizia di Avezzano e della Marsica, una delle prime in Abruzzo per produttività ed efficienza in un territorio montano che copre la metà della Provincia di L’Aquila, deve mantenere il massimo dell’operatività. Non è pensabile depotenziarla poiché disorienterebbe anche l’azione delle forze di polizia operanti sull’intera Marsica per contrastare l’illegalità”.

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