IL LUCERNARIO DEI MESI: le poesie di Marcello Marciani in recital

Con l’assenza di spazi per la Settimana della Cultura in Italia a causa della crisi attuale, qui a Lanciano Rolando D’Alonzo (foto a sinistra) non si è voluto arrendere. Poliedrico operatore culturale e regista qual è, si è messo a parlare con l’ass. alla cultura Pino Valente e a poco a poco sono venuti fuori addirittura una quarantina di eventi nella settimana di inizio Maggio. D’Alonzo si è ricavato per sé l’organizzazione di alcuni appuntamenti serali in Sala Mazzini, dal titolo complessivo “Lucernari – La città, le parole”, iniziati Domenica 5. I lucernari sono caratterizzati dalla luce che arriva dall’alto, egli ha spiegato. ‘Ho usato questo termine perché sono convinto che la letteratura ha il senso di illuminarci nel percorso della lingua italiana. I lucernari sono le parole degli antichi, poeti, narratori. Così fluiscono, nel nostro mondo, parole ed immagini per darci direttive di come muoverci nel presente. La letteratura ci libererà così da tante forme di schiavitù nella contemporaneità.’ Sembra che abbia ragione se nonostante le difficoltà si è arrivati ad organizzare questa Settimana.  Il primo incontro in Sala Mazzini è stato dedicato al libro “La corona dei mesi” di Marcello Marciani. Le poesie che compongono questo bellissimo lavoro sono state lette   dall’autore stesso e da Pina Allegrini con musiche composte per l’occasione ed eseguite dal vivo dal M° Carlo Pellicciaro (foto al centro). Il recital è stato preceduto da una presentazione della scrittrice romana con origini abruzzesi Giulia Alberico (foto in basso)  che ha esposto le sue impressioni sul libro e sul mondo dell’amico Marcello. Ci ha regalato così l’immagine di lui che da quell’angolo di provincia dell’Impero, la posizione architettonica della farmacia che egli dirige, osserva lo scorrere dei grani della vita lungo i mesi dell’anno.  Il linguaggio usato è molto ricco, egli mescola neologismi, dialettismi, il parlare quotidiano in un risultato molto acceso. Il verso è attraversato da sentimenti forti, dalla capacità di mostrare anche il degrado. La letterarietà viene fuori anche da questo. C’è empatia, dolore per un presente così duro, come la minaccia di quel castello sul mare che un giorno potrebbe risucchiare risorse dal fondale e ricacciare sporcizia rovinando l’ambiente della nostra zona. Farmacia e Poesia sono universi distanti? Si chiede la Alberico. Per lei sicuramente vicini sì, dato che le due parole fanno rima. Siccome questa poesia è forte, non per fare il poeta della domenica ma ben ponderata, allora è a suo modo un farmaco, ovviamente non si sostituisce ai rimedi però è un seme di addomesticamento del dolore. Non è una poesia consolatoria ma c’è una sorta di luce che poi filtra in questa rappresentazione della vita di provincia, una pietas velata di ironia. Da quell’angolo di provincia dell’Impero, Marciani ha trovato così il modo di fare poesia, una intensa e forte necessità a cogliere il caos del mondo e di renderla in parole. Il musicista Pellicciaro ha dato il senso dello scorrere del tempo, nel suo commento in musica, soprattutto attraverso quattro brani, paragonabili alle quattro stagioni dell’anno, di cui il primo si riflette nell’altro e poi tutti e due rispecchiano il terzo e il quarto. Infine altre due composizioni musicali sono una il contrario dell’altra, inizio ed epilogo, come le due poesie che aprono e chiudono il libro e che racchiudono le altre dodici, una per ogni mese dell’anno. Gli altri appuntamenti del Lucernario sono stati di seguito “Patmos” di e con Pina Allegrini,  “Uno che dove va non ritorna” presentazione romanzo di Mario Di Desidero, questo però al Palazzo degli Studi, “Kreutzberg: la poesia e la storia del Novecento” di e con Rolando D’alonzo.  

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