Facevano prostituire la figlia 13enne: padre e madre di etnia rom arrestati dai carabinieri

Facevano prostituire la figlia minorenne per poche decine di euro. Una storia squallida per fortuna scoperta dai carabinieri Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Teramo, che hanno arrestato il padre della ragazza, di 13 anni, e la madre. I militari dell’Arma, diretti dal Ten. Pietro Fiano e coordinati dal Magg. Americo Di Pirro, oggi hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere, emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di L’Aquila, Giuseppe Romano Gargarella, nei confronti di P.C. 59enne della provincia di Teramo  e sua moglie M.M. 37enne, è stata sottoposta all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. . L’accusa, per entrambi e di  essersi resi responsabili, tra il settembre ed il novembre dello scorso anno, di sfruttamento aggravato della prostituzione minorile ai danni della propria figlia.

Non è stato affatto facile venire a capo della vicenda e c’è voluta molta delicatezza da parte degli inquirenti per scoprirla. Attività investigativa coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica, Silvia Scamurra della Procura di Teramo e successivamente dal collega Stefano Gallo della Procura della Repubblica di L’Aquila, sono riusciti a far chiarezza e contemporaneamente raccogliere pesanti elementi probatori su una triste vicenda familiare che ha visto coinvolti i genitori di una tredicenne costretta a prostituirsi per poche decine di euro. Nella deplorevole storia sono coinvolte, a vario titolo, diverse altre persone la cui posizione è tuttora al vaglio dell’Autorità Giudiziaria.

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