Bruno Santori presidente di Confesercenti Abruzzo

Bruno Santori, imprenditore turistico e portuale di Pescara, per 4 anni presidente provinciale della Confesercenti, è stato eletto ieri presidente di Confesercenti Abruzzo dall’assemblea elettiva dell’associazione, che si è riunita nell’auditorium Petruzzi di via delle Caserme. I 110 delegati eletti nel corso di 14 assemblee di zona, 6 di categoria e 4 provinciali hanno poi eletto la presidenza dell’associazione regionale, così composta: Bruno Santori, Enzo Giammarino, Franco Menna,  Domenico Venditti, Daniele Erasmi, Raffaele Fava, Lido Legnini, Carlo Rossi, Flaminio Lombi, Gianni Taucci, Claudio Di Girolamo, Tommaso Marra, Elio Fiorito, Simone Lembo, Marco Di Paolo, Dino Di Giulio, Marina De Marco, Maurizio Rapino, Domenico Della Penna, Giuseppe Gentile, Patrizio Lapenna, Bruno Natale, Giuseppe Susi, Vinceslao Ruccolo, Mario Del Corvo, Roberto D’Agostino, Pietro Leonarduzzi, Ersilia Tarantelli, Marisa Angela Iezzi, Costantino Pace, Francesco Paolo Ruggeri, Baldassarre Iarussi, Paolo Tella, Romeo Eramo, Gustavo Colelli, Antonio Topitti, Domenico Giampaolo, Giancarlo Da Rui, Biagio Iezzi, Beniamino Orfanelli, Daniele Zunica, Antonio La Torre, Leila Kechoud, Elio Di Giuseppe, Marco Toppa, Maurizio Giordano, Patrizia Ricupito, Sonia Di Naccio, Piero Giampietro.

Santori e Giammarino, riconfermato direttore, guideranno una Confesercenti che ha visto crescere fra il 2009 ed il 2012 il numero di iscritti di circa il 6 per cento, con 13 sedi operative, 2 centri formativi di eccellenza, oltre 100 dipendenti ed una rete di società di servizi in grado di assistere l’impresa in ogni esigenza: 4 centri provinciali di assistenza tecnica, 2 cooperative di garanzia fidi, una società specializzata nei servizi contabili alle imprese, un’agenzia formativa accreditata dalla Regione, una società di servizi al turismo ed oltre 15 consorzi di albergatori, balneatori, artigiani, commercianti dei centri città, strutture specializzate nelle centrali d’acquisto e nella promozione sui mercati italiano ed europeo.

La manifestazione di ieri chiude il mandato di Beniamino Orfanelli, presidente dal 1999, al quale i delegati e gli ospiti hanno tributato una lunga standing ovation come segno di ringraziamento per la generosità e la passione nella presidenza dell’associazione. Il direttore Giammarino ha affrontato poi i nodi al centro del dibattito: «Fra il 2007 ed il 2012 – ha sottolineato nella relazione – la crisi ha visto evaporare in Abruzzo il 9,7 per cento delle strutture ricettive, il 22 per cento dei negozi di abbigliamento, il 19,3 per cento delle rivendite alimentari. Complessivamente il terziario abruzzese ha perso 5.117 posti di lavoro fra titolari e dipendenti: è come se avesse chiuso, silenziosamente, la più grande fabbrica d’Abruzzo. Nel commercio è il settore abbigliamento ad aver conosciuto la crisi più dura, con la chiusura di oltre 1 negozio su 5, ben oltre la media nazionale, con una drastica riduzione del reddito d’impresa, -20 per cento: come se non bastasse la crisi internazionale, l’Abruzzo subisce la presenza invasiva della grande distribuzione, che ha fatto della nostra regione un esempio negativo in Italia, condizione che penalizza la piccola impresa anche sul fronte fiscale, alterando i valori degli studi di settore». «In Abruzzo – ha aggiunto – tutti gli asset strategici sono azzoppati. Fuori dai corridoi europei, ai margini nell’azione di sostegno per la costruzione della Macroregione Adriatico-Ionica, tagliato fuori dagli investimenti in Alta velocità e Alta conduzione, con un sistema portuale arenato dal caso Pescara ed un aeroporto fortemente penalizzato dalla mancanza di indirizzi per un programma strategico sul medio-lungo termine, che dia anche certezza sull’erogazione dei fondi a sostegno le politiche di sviluppo. Le due grandi occasioni di punta, ovvero la ricostruzione dell’Aquila e la costituzione del Parco nazionale della Costa dei Trabocchi, restano ancora sulla carta in balia di una stucchevole confusione fatta di nomi e sovrapposizioni istituzionali. La scelta di sciogliere l’Azienda di promozione turistica è stata un grave errore che non abbiamo condiviso: va ricostituita sul modello dell’Emilia Romagna. Un modello snello, semplice, vincente. Bisogna invertire la rotta».

«L’Abruzzo può ripartire – ha aggiunto Santori nel messaggio alla platea dopo la sua elezione – se sa investire su un modello di sviluppo basato sulle piccole imprese, il turismo, il patrimonio ambientale, l’innovazione. Oggi paghiamo una eccessiva presenza della grande distribuzione che impoverisce i centri urbani non solo di negozi, ma anche di vitalità economica e di servizi. Sarà questa la sfida della nostra Confesercenti: rilanciare le piccole imprese, conquistare un modello di sviluppo sostenibile per le piccole imprese, puntare sull’innovazione. E con un occhio sempre attento ai diritti degli imprenditori aquilani. Ci sarà da lavorare molto e la Confesercenti sarà in prima linea». 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *