Tre arresti nel lancianese per una rissa in un locale pubblico

Scoppia una rissa in un bar e all’arrivo dei carabinieri i responsabili cercano di allontanarsi e sottrarsi all’identificazione. E’ successo la scorsa notte a Lanciano. I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile, a seguito di una richiesta di intervento pervenuta al 112, sono dovuti intervenire in un locale del centro abitato per sedare una rissa scaturita tra tre persone, due 40enni ed un 48enne. Gli uomini dell’Arma, nel tentativo di ristabilire la calma tra i presenti e identificare i responsabili, sono stati, a loro volta, aggrediti e insultati dai contendenti che hanno opposto resistenza nel tentativo di dileguarsi. Solo l’intervento di altre pattuglie di militari ha consentito di calmare gli animi e identificare i tre uomini, due di Mozzagrogna e Santa Maria Imbaro e l’altro del posto, che sono stati poi tratti in arresto. I primi due dovranno rispondere dei reati di rissa, oltraggio e resistenza a Pubblico Ufficiale mentre il terzo solo di rissa e resistenza a Pubblico Ufficiale. Sembra che a far scaturire la lite, poi degenerata in rissa, siano stati futili motivi. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria i tre uomini sono stati posti agli arresti domiciliari in attesa di essere giudicati con rito direttissimo.

Sempre a Lanciano la 25enne di Lanciano che si trovava agli arresti domiciliari con l’accusa di rapina ai danni di un’anziana, dopo essere stata arrestata, lo scorso novembre, unitamente ad una complice è tornata in carcere. La donna, la scorsa settimana, era stata denunciata per evasione dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Lanciano che, nel corso di un controllo presso la sua abitazione, non l’avevano trovata in casa. La 25enne, al suo ritorno, non ha saputo fornire spiegazione valide che giustificassero la sua assenza e pertanto, a seguito di questi fatti, l’Autorità Giudiziaria ha disposto, nei suoi confronti, un’ordinanza di aggravamento della misura cautelare in carcere che, ieri sera, è stata eseguita dagli uomini dell’Arma. La donna è stata quindi tradotta, nuovamente, presso la casa circondariale di Chieti.

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