Traffico di droga smantellato dai carabinieri: sei arresti nell’aquilano e in altre cinque regioni italiane

Sono sei gli arrestati nell’ambito dell’indagine che ha stroncato un traffico internazionale di cocaina nell’aquilano e in altre province. L’attività operativa, denominata in codice “Chamaquito”, ha portato al sequestrato complessivo di 7 chilogrammi di cocaina in diverse fasi, ed è stata condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo de L’Aquila. L’operazione ha riguardato la nostra regione, la Campania, l’Emilia-Romagna, il Lazio, la Lombardia e le Marche. I militari del Comando Provinciale di L’Aquila, con quelli dei Comandi Provinciali di Ascoli Piceno, Avellino, Brescia, Forlì- Cesena, Frosinone, Parma, Pescara, Reggio Emilia e Roma hanno dato esecuzione ad una ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa dal Gip presso il Tribunale di L’Aquila, nei confronti di 6 persone (tutte sottoposti alla custodia cautelare in carcere) indagate per concorso in detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti con l’aggravante specifica della transnazionalità.

Sono state inoltre disposte 21 perquisizioni domiciliari nei confronti di altrettanti soggetti. In tutto risultano indagate a vario titolo 44 persone, 14 Italiani, 29 Dominicani ed 1 Colombiana.

I dettagli sono illustrati stamane dal comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri de L’Aquila, il colonnello Savino Guarino, dal vice comandante, il tenente colonnello Andrea Ronchey e dal capitano Roberto Ragucci, vice comandante del Reparto operativo. 

L’indagine, denominata “Chamaquito” (in italiano “ragazzino”, soprannome di uno dei corrieri utilizzati) ha avuto inizio nel mese di gennaio 2012. Militari del Nucleo Investigativo di L’Aquila sono riusciti a venire a capo dell’esistenza di una rete di soggetti dediti al traffico internazionale di cocaina, e man mano hanno inquadrato ruoli e personaggi. 

I provvedimenti restrittivi hanno raggiunto un pizzaiolo aquilano, Luca Cocciolone, i cittadini della Repubblica Domenicana: Carlos Luis Diaz di 29 anni, residente a L’Aquila; Rocio Recio Perez Primavera di 20 anni residente a Brescia; Altagracia Disla Flerida di 49 anni, residente a L’Aquila; Juan Bautista Davila Montilla di 45 anni, residente a Roma ed infine Luis Miguel Castillo Gomez di 37 anni, residente ad Avellino, anche questi ultimi originari della Repubblica Domenicana. 

A insospettire i carabinieri, le svariate richieste di espatrio di Carlos Luis Diaz, considerato il cardine dei traffici. Gli investigatori hanno anche documentato molteplici pagamenti effettuati tramite il circuito Money Transfer oppure a mezzo di ricariche POSTE PAY. Somme derivanti dalle richieste di acquisto di droga. Per gestire con maggiore facilità le proprie attività criminali, il giovane dominicano si era costituito una base logistica presso un B&B collocato in prossimità della Stazione Termini a Roma per gestire l’importazione della droga, operata con il metodo dell'”ovulazione”, mediante l’utilizzo di corrieri viaggianti con vettori aerei sulla tratta Santo Domingo-Spagna-Italia. 

Inoltre la base romana, ha consentito di garantire un punto d’appoggio all’arrivo in Italia per permettere il “recupero” dello stupefacente ed il suo confezionamento per il successivo smercio. La “sede operativa” offriva, inoltre, il vantaggio evidente di essere situata in uno snodo del trasporto pubblico da e per gli aeroporti, consentendo al giovane di utilizzare, per i propri spostamenti, mezzi pubblici, nell’intento di attirare meno l’attenzione. Almeno nove i viaggi in Spegna contestati al giovane per complessivi 7 kg di droga sequestrata in diverse occasioni e da parte di altre forze di polizia proprio per non far capire che alla “cabina di regia” vi fossero i carabinieri dell’Aquila che oggi hanno eseguito le misure cautelari. Oltre agli arrestati 44 soggetti di cui 9 aquilani risultano indagati per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

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