Legge sismica: i geometri della provincia di Chieti criticano la Regione

Geometri della Provincia di Chieti contro la Legge Regionale n. 28 dell’11/08/2011, (la cosiddetta legislazione sismica regionale), che entrerà in vigore il prossimo primo luglio.

«Questa legge – spiega il presidente del Collegio dei Geometri e dei Geometri Laureati della Provincia di Chieti, Rocco Santone – è stata approvata dal Consiglio Regionale sull’onda emotiva derivante dal sisma che colpì L’Aquila nel 2009. La normativa rappresenta una vera e propria restaurazione della burocrazia che, specialmente nella nostra Regione, regna indisturbata».

Esaminando la complessa legge, che ha il giusto intento di salvaguardare la sicurezza dei cittadini in caso di sisma, si scopre che i Comuni per proporre nuovi strumenti urbanistici o varianti, devono obbligatoriamente procedere allo studio della microzonizzazione sismica, con esorbitanti spese che graveranno sui già magri bilanci degli Enti. Ne consegue che molti piccoli Comuni della nostra Regione, ormai dichiarati sismici, non potranno redigere o variare gli strumenti urbanistici per ragioni strettamente economiche, con l’inevitabile ricaduta negativa sulla crescita edilizia ed urbanistica.

«Bisogna inoltre precisare – aggiunge Santone – che per l’edilizia pubblica, ma soprattutto per quella privata, è previsto il rilascio dell’autorizzazione sismica, la quale viene restituita dai competenti uffici del Genio Civile entro il termine di 60 giorni, prorogabili di altri 60 giorni se vengono richieste eventuali integrazioni. Come se non bastasse, esiste anche la facoltà da parte degli uffici di procedere alle audizioni degli interessati da parte dei funzionari per cui, ove la pratica risulterebbe più complessa, il termine per il rilascio dell’autorizzazione è di ben sei mesi, un lasso di tempo inaccettabile se si tiene conto che nelle altre Regioni italiane e negli altri Paesi europei, il rilascio di tale autorizzazione avviene in pochi giorni. Ma la cosa più grave – prosegue Santone – è che per l’istruttoria delle pratiche è previsto il versamento di cospicui diritti di segreteria, legati all’entità superficiaria degli immobili, che graveranno ulteriormente sulle tasche dei cittadini. Tutto questo alla faccia dell’auspicato rilancio del settore edilizio strombazzato a tutti i livelli dai nostri rappresentanti nazionali e regionali». Tra l’altro, a detta del presidente del Collegio dei Geometri, il legislatore non ha tenuto conto che le direttive europee hanno abbandonato ormai da anni il sistema concessorio, adottando quello autorizzatorio, che si fonda sul rilascio di autocertificazioni sia da parte dei proprietari che dei tecnici nei confronti della pubblica amministrazione. «L’entrata in vigore di questa iniqua legge – spiega ancora Santone – limiterà ulteriormente gli investimenti privati, in quanto le pastoie e i cavilli burocratici, posti a suo fondamento, scoraggeranno anche i più convinti investitori immobiliari. Infatti i tempi per l’espletamento delle complesse formalità, tra le quali sopralluoghi preventivi, accertamenti, ecc., sono inesorabilmente lunghi e non giustificati per il rilascio di una mera documentazione tecnica, con invariate responsabilità civili e penali a carico di progettisti e direttori dei lavori, ma con l’esonero totale dei funzionari pubblici. Pertanto, a breve avremo un’ulteriore contrazione dell’attività professionale con inevitabili ripercussioni negative sull’occupazione nel settore edilizio. A questo punto è il caso di chiedersi a chi giova tutto questo in un momento di recessione economica così grave, ove si impone una necessaria ed urgente sburocratizzazione. Credo fermamente che tutto ciò ha un solo obiettivo – dice ancora Santone – ossia quello di alimentare a dismisura le formalità burocratiche, specie nel settore dell’edilizia privata, senza fornire alcun apporto positivo nell’ambito della sicurezza sismica. Sarebbe quindi il caso che il Presidente Chiodi rifletta sul caos che verrà a formarsi nei vari uffici provinciali del Genio Civile nei prossimi mesi, si confronti seriamente con gli Ordini e i Collegi professionali, al fine di proporre le indispensabili modifiche ad una legge inadeguata alle esigenze della collettività abruzzese, ma soprattutto a scapito della debole economia regionale. Pertanto, nell’interesse dei cittadini, necessita scongiurare l’entrata in vigore della citata legge, anche alla luce delle recenti modifiche introdotte al D.P.R. 380/2001 (Testo Unico dell’edilizia), il quale tende a snellire e semplificare le complesse procedute antisismiche». I geometri della Provincia di Chieti sono pronti a confrontarsi sia con gli altri ordini professionali, sia con i rappresentanti della Regione Abruzzo, per una costruttiva revisione della predetta legge che sicuramente avrà un impatto negativo nel comparto edilizio regionale.

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