L’Aquila terremotata, Chiodi va da Letta: “Troppi 50 anni per la ricostruzione”

“Ritengo assolutamente inaccettabile la proposta di 200 milioni l’anno”

Il Presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi non ci sta: le voci che arrivano da Roma circa lo stanziamento per L’Aquila e i centri del cratere non sono confortanti. Si parla di dividere in rate il finanziamento, non ancora stabilito, per cui di tempo ne passerà tanto. “Vuol dire prevedere 50 anni di tempo per portare a termine la ricostruzione dei centri storici, visto che la stima dei lavori da fare è di 10 miliardi – spiega Chiodi -. Lunedì sarò dal Presidente Enrico Letta per rappresentare l’esigenza prioritaria di far ripartire immediatamente il processo di ricostruzione. Questa è l’esigenza concreta per ricostruire in dieci anni, uno dei centri storici più belli e importanti del nostro paese, come abbiamo sempre sostenuto e come ribadito ieri da Berlusconi e da tutto il Pdl. E’ bene ricordare che il Governo Berlusconi stanziò immediatamente 10 miliardi salvando di fatto la città dall’abbandono. Se non avessimo riaperto immediatamente le scuole e dato subito una casa a decine di migliaia di cittadini ora L’Aquila sarebbe una città fantasma, come purtroppo appare oggi il centro storico, bloccato da una casta che, in questo ultimo anno e mezzo, non è riuscita a far nulla, se non proclami e sceneggiate, sicuramente non utili agli aquilani e agli abruzzesi tutti”.

Una stoccata che non mancherà di riportare in primo piano vecchie ruggini. 

E mentre Chiodi si prepara a raggiungere Palazzo Chigi, arriva una nota della senatrici Enza Blundo, del Movimento 5 Stelle (a sinistra nella foto insieme Peppe Grillo, scattata a L’Aquila), che porta in superficie un altro colpo basso per L’Aquila. “Il senato, giovedì 4 Giugno – spiega la senatrice -, ha avviato la discussione sulle Emergenze Ambientali attraverso il disegno di legge n. 576 che si contraddistingue come unico perché prevede di indirizzare le risorse a disposizione sulle vere urgenze del Paese e soprattutto su quei settori che potrebbero fare da traino alla ripresa economica. Non si comprende, però, come alla ricostruzione del patrimonio culturale dell’Aquila si sia preferito il nuovo centro fieristico di Milano Expo’ 2015, in raddoppio di quello già esistente a Rho in grado di ospitare circa 12 milioni di persone e ben servito nei collegamenti; ed infatti gli emendamenti, pregnanti sul disegno di legge per le Emergenze Ambientali – proposti dalla cittadina Blundo – a favore di una filiera del riciclo e riuso e dell’impiego di risorse finanziarie per la ricostruzione architettonica, storica e culturale di L’Aquila, non hanno trovato l’appoggio della Commissione Bilancio. Anche in aula i colleghi senatori di maggioranza hanno approvato tale progetto per la costruzione di capannoni su un milione di metri quadri di terreno agricolo a 160 euro al metro quadrato per una fiera denominata “Nutriamo il pianeta” quando si è ben coscienti del fatto che la stessa metropolitana da realizzare per l’evento sarà completata solo nel 2017. Si è persa, pertanto, l’occasione di indirizzare le risorse sulle vere urgenze del paese e sui settori che potrebbero fare da traino alla ripresa economica, conclude la cittadina al Senato. “Martedì verranno da me riproposti e illustrati in aula gli emendamenti a favore di L’Aquila e del cratere, importantissimo quello per il reperimento di risorse per la ricostruzione  attraverso l’aumento dell’aliquota  sui grandi capitali,i luoghi distrutti dal sisma potrebbero tornare a vivere di slancio in chiave turistica, mentre sono ancora una volta vittime dello schiaffo di una classe politica miope e capace di considerare il settore turistico afferente alle attività produttive””, continua la cittadina al Senato. Altresi’ non si comprende come il settore turistico ancora una volta venga squalificato e privato della sua endogena caratterizzazione produttiva con un emendamento del governo al  DDL 576 che ha di fatto deciso l’accorpamento delle deleghe riguardanti il turismo al Ministero dei Beni e Attività Culturali e il loro contemporaneo distacco dal dicastero delle Attività Produttive. Tutto ciò testimonia chiaramente che il Governo PD-PDL, in totale continuità con quelli precedenti, considera il turismo come un settore non prioritario per la crescita economica del nostro paese”.

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