Operazione della Finanza in Abruzzo: tre arresti per traffico internazionale di droga

Ieri l’operazione nella Marsica che ha portato al fermo di 27 persone: la note scorsa, invece, i finanzieri dei Gruppi Investigazione Criminalità Organizzata (Gico) di L’Aquila e Bologna, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna, hanno dato esecuzione a 3 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse per i reati di traffico internazionale di droga, commessi in forma transnazionale, a carico di: Diego Bautista Noguera, 69 anni, nato a Girona (Spagna), senza fissa dimora nel territorio dello Stato (colpito da mandato di arresto europeo eseguito dalla Polizia Spagnola – Cuerpo Nacional de Policia, su attivazione della Direzione Centrale dei Servizi Antidroga e dell’Interpol); Mauro Alfredo Chierici, 60 anni, nato a Sarsina (Forlì-Cesena) e residente a Cesena (FC) dove è stato arrestato, oltre a un magrebino, E.G.M., risultato irreperibile e dunque ricercato. 

Gli arresti rappresentano l’atto conclusivo di una vasta indagine denominata ‘Tolemaide’ (dal nome della strada della città di Rimini ove avvenne il primo incontro fra gli acquirenti del litorale pescarese ed i referenti stranieri dell’organizzazione per definire il modus operandi dell’illecito traffico di droga) iniziata dal Gico di L Aquila nell’estate del 2010, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo abruzzese e che, successivamente, si è sviluppata in più tronconi che hanno richiesto l’attivazione della D.D.A. emiliana e dei finanzieri del Gico di Bologna. 

L’attività investigativa aveva, nel tempo, già consentito di sequestrare oltre 330 chilogrammi di hashish e di arrestare nella flagranza di reato 6 persone. Nel complesso sono state denunciate a piede libero altre 11 persone. L’operazione repressiva più importante risale al mese di settembre del 2010, quando il Gico di L’Aquila sequestrò, nei pressi di Piacenza, un ingente quantitativo di droga destinato ai mercati dell’Emilia e dell’Abruzzo arrestando, in flagranza, 2 persone. 

Per giungere al sequestro dello stupefacente i finanzieri avevano attuato un ampio dispositivo di osservazione e pedinamento a distanza di un autotreno, grazie all’impiego di mezzi tecnici avanzati. Il Tir, dopo aver attraversato la frontiera di Ventimiglia, era stato monitorato fino alla zona industriale nei pressi del casello di Piacenza Sud, dove era prevista la consegna dello stupefacente. A quel punto i finanzieri erano intervenuti ed avevano scoperto, custoditi in sette scatole avvolte da sacchi di juta, 210 chilogrammi di hashish. Furono arrestati il camionista italiano e l’acquirente magrebino. Ancora, a giugno del 2011, i finanzieri del Gico di L Aquila sequestrarono a Ventimiglia un secondo ed ingente quantitativo di sostanza stupefacente, oltre 120 chilogrammi di hashish: due cittadini di nazionalità bulgara furono arrestati perché responsabili del trasporto del carico di droga. Lo stupefacente, in quella circostanza, era stato confezionato in 1.200 panetti, abilmente occultati fra casse di pesce surgelato. Nel mese di aprile del 2012, gli atti del filone principale dell’inchiesta sono stati trasmessi, per competenza, dalla D.D.A. di L’Aquila a quella di Bologna in quanto l’associazione criminale risultava essere radicata in quel distretto e, da quel momento, le investigazioni sono state condotte in stretta collaborazione dai rispettivi Gico, fino agli esiti odierni. Uno stralcio dell’inchiesta condotta a L’Aquila e che aveva consentito al Gico di sequestrare, nel gennaio del 2011, 160 grammi di eroina e mezzo chilo di hashish e di arrestare altre 2 persone, è stato trasmesso nel novembre del 2012 dalla D.D.A. di L’Aquila alla magistratura di Teramo.

A Luco dei Marsi non si sono spenti i riflettori sull’operazione Karkouba (termine del dialetto marocchino per chiamare la droga), che ieri ha portato all’arresto di 27 persone. Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dagli uomini della Questura de L’Aquila e  dagli agenti del commissariato di Avezzano, sarebbero stati circa 4.000 i casi di spaccio accertati in un solo mese. 

La droga veniva importata dal nord Italia da dove giungeva dal nord Africa e quindi veniva sistemata in Abruzzo. Secondo quanto accertato, ad operare erano una cinquantina in tutto tra chi si occupava del trasporto e chi, invece, dello spaccio. 

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