Pescara indignata per attacco di FN al ministro Cècile Kyenge

Per Pescara una brutta pagina, tanto che il sindaco della città adriatica ha sentito immediatamente il dovere di prendere le distanze, esprimere solidarietà al Ministro Kyenge e far saper all’Italia intera che Pescara “non è una città razzista, ma è la città dell’accoglienza come può testimoniare la numerosa comunità straniera che ha scelto di vivere nel capoluogo adriatico, seppur tra le mille difficoltà legate al fenomeno dell’immigrazione e al doversi adattare comunque al territorio e alle sue specificità”.

Un intervento necessario per condannare l’azione di Forza Nuova, che ha acconto Cècile Kyenge, oggi i città per un incontro-dibattito su immigrazione e cittadinanza al palazzo delle Provincia, con “cappi” simbolici alle cui estremità sono stati posti dei manifestini “contro l’ immigrazione” e contro “qualsiasi forma di Ius Soli”. Un blitz che ha disgustato la maggior parte dei pescaresi. 

“Esprimo a nome mio personale e dell’intera città di Pescara, oltre che della nostra amministrazione comunale, la ferma condanna per il gravissimo episodio messo in atto quest’oggi da un movimento politico nei confronti di un Ministro della Repubblica, un rappresentante dello Stato, ed esprimo nei confronti del Ministro per l’Integrazione Kyenge la massima solidarietà e vicinanza – ha detto il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia. 

“E’ purtroppo sempre più evidente che tali episodi siano figli di un clima politico avvelenato, a livello locale così come a livello nazionale – ha sottolineato il sindaco – in cui si fa sempre più fatica a distinguere la polemica politica dall’attacco personale che, in questo caso, ha generato un grave atto di intolleranza nei confronti di un Ministro della Repubblica, un rappresentante dello Stato, dimostrando peraltro anche assenza di rispetto per la persona e per i principi della Costituzione. Esprimo biasimo per tale comportamento sconcertante: un cappio appeso non ha alcuna utilità nell’ambito di uno scontro politico dove non va mai perso il senso della correttezza e del rispetto reciproco, un cappio non aggiunge nulla alla forza di un messaggio politico, ma, com’é accaduto oggi, offende la dignità di un’intera cittadinanza che non si riconosce in tale gesto. Pescara è una città straordinaria, che ha fatto della solidarietà uno stile di vita, un comandamento, un obbligo morale, Pescara non è una città razzista, ma è la città dell’accoglienza come può testimoniare la numerosa comunità straniera che ha scelto di vivere nel capoluogo adriatico, seppur tra le mille difficoltà legate al fenomeno dell’immigrazione e al doversi adattare comunque al territorio e alle sue specificità. Al Ministro Kyenge – dice infine Albore Mascia – porgo le scuse a nome della città che amministro e che sicuramente si associa al mio rammarico, ma soprattutto chiedo l’intervento autorevole e tempestivo delle Autorità preposte, perché quanto accaduto oggi impone un rigoroso intervento istituzionale  al fine di ripristinare i limiti della normale e legittima dialettica politica”. 

Oltre a Mascia, solidarietà nei confronti del ministro per l’Integrazione erano arrivate da tutte le forze politiche pescaresi e dal presidente della Provincia di Pescara Guerino Testa, che in occasione dell’incontro-dibattito su immigrazione e cittadinanza, ha donato alla Kyenge una tela della Figlia di Jorio e una targa ricordo.

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