La Fiom sui programmi di Marchionne: “Ecco cosa va e quel che deve essere migliorato in Sevel”

Mancanza di risposte sulla questione delle alleanze societarie per il futuro Sevel e conseguentemente del veicolo che dovrà sostituire l’attuale Ducato oltre che del perché degli impegni finanziari diversi delle due case madri; la non condivisione  dell’aspetto produzione  come priorità assoluta ed unica sul sociale e territoriale oltre che la concezione molto restrittiva sull’importanza dei diritti che sono gli unici  strumenti che limitano i clientelismi e facilitano la crescita professionale solo  di chi  ha dei veri meriti e capacità. Le giustificazioni solo formali ad un comportamento ad escludere la Fiom dalla rappresentanza  e contrattazione senza  valutare la responsabilità nelle divisioni tra la lavoratrici e i lavoratori in un periodo di grave crisi economica della nazione e di mercato dell’intero settore auto. L’aspettativa che ha tradito maggiormente è quella di non avere comunicato  un riconoscimento economico (premio di risultato) nonostante l’impegno profuso dalle Lavoratrici e  dai Lavoratori Sevel, i quali ogni giorno, attraverso il proprio lavoro e la propria professionalità hanno consentito il susseguirsi di record di volumi e produttività.

Sono questi gli aspetti negativi espressi dalla Fiom Cgil sull’intervento che l’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, ha fatto in SEVEL, presentando, una settimana fa, il piano di rilancio dello stabilimento e gli investimenti che la casa torinese intende fare per per l’avvio dei lavori di adeguamento delle linee per il restyling del Ducato.

In un comunicato diffuso dal sindacato e rivolto ai lavoratori dello stabilimento di Val di Sangro (6200 dipendenti che salgono a circa 10mila con le aziende dell’indotto), la Fiom afferma che dopo “dopo i tanti annunci mediatici, la settimana scorsa c’è stata la tanto attesa visita dell’amministratore delegato di Fiat in SEVEL.  Per l’occasione, il nostro stabilimento ha subito una cura profonda di pulizia e organizzazione almeno per il percorso preparato. Sarebbe auspicabile che tale cura dei particolari, necessari per l’occasione, sia rivolta a tutte le aree con l’obiettivo di un mantenimento di tale livello nel tempo. Il discorso di Marchionne era molto atteso da tutti, sia per il contesto temporale in cui cadeva dopo la pronuncia della Corte Costituzionale sulla questione della rappresentanza, sia sul piano di sviluppo. Il contenuto dell’intervento, secondo l’analisi della FIOM,  è stato un susseguirsi di luci ed ombre oltre che silenzi importanti. Gli aspetti positivi sono certamente: gli investimenti per garantire il mantenimento della leadership dell’X250 sul mercato del veicolo commerciale leggero; la disponibilità a partecipare ad un patto tra tutte le parti sociali, sindacato, imprenditori e governo per mettere in campo quelle iniziative necessarie a combattere al meglio la crisi. Vorremmo ricordare che un po’ di tempo fa questa iniziativa era stata proposta dalla Fiom come strumento per evitare licenziamenti e chiusura di aziende; allora vi fu la contrarietà di Fim e Uilm; disponibilità ad incontrare la Fiom dopo la sentenza della Consulta che la reintegra nella rappresentanza  sindacale in tutti i siti produttivi della Fiat. E ‘ evidente che tali risposte non hanno soddisfatto pienamente le tante attese del territorio, per questo è importante continuare ad insistere con le iniziative sindacali. È opportuno che si determinino delle svolte nelle posizioni della Fiat e della sua proprietà in modo da materializzare una piena e convinta valorizzazione della forza lavoro in tutti i processi nello stabilimento. Questi sono gli obiettivi della FIOM che, insieme ai lavoratori, chiedono un confronto sul proprio futuro, un confronto che deve avvenire utilizzando al più presto l’assemblea  retribuita”.

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