SANITOPOLI/ Le altre condanne

Il tribunale collegiale, presieduto da Carmelo De Sanctis (giudici a latere Gianluca Falco e Massimo De Cesare) ha praticamente accolto le tesi sostenute dalla pubblica accusa che vanno dall’associazione per delinquere alla corruzione, all’abuso, alla concussione, al falso, alla truffa, al riciclaggio. 

Insieme a Del Turco, sono stati condannati l’ex patron di Villa Pini, San Stefar, San Raffaele e Maristella, Vincenzo Maria Angelini, imputato e allo stesso tempo parte offesa, a 3 anni e sei mesi; l’ex parlamentare del Pdl Sabatino Aracu a 4 anni; l’ex manager della Asl di Chieti Luigi Conga a 9 anni; l’ex segretario generale dell’ufficio di presidenza della Regione Lamberto Quarta a 6 anni e 6 mesi; l’ex assessore regionale alla sanità Bernando Mazzocca a 2 anni ( pena sospesa) ; l’ex assessore regionale alle attività produttive Antonio Boschetti a 4 anni; l’ex capogruppo regionale del Pd Camillo Cesarone a 9 anni; Francesco Di Stanislao, ex direttore direttore dell’agenzia sanitaria regionale, a 2 anni (pena sospesa) Sono stati invece assolti Angelo Bucciarelli, ex segretario di Mazzocca; e Gianluca Zelli, ex amministratore Humangest. 

Assolto anche l’ex assessore regionale alla sanità Vito Domenici, in carica nella giunta di centro destra, precedente a quella poi presieduta da Del Turco, e guidata da Giovanni Pace. Per Domenici è intervenuta anche la prescrizione per diversi capi di imputazione.

Nella loro requisitoria, i pm Bellelli e Di Florio, avevano domandato la condanna a 12 anni di reclusione e l’interdizione legale e dai pubblici uffici per l’ex presidente Ottaviano Del Turco; 11 anni di reclusione, interdizione legale e dai pubblici uffici, prescrizione per alcuni capi di imputazione, per l’ex manager della Asl di Chieti, Luigi Conga; 10 anni di reclusione e interdizione legale e dai pubblici uffici per l’ex capogruppo regionale del Pd, Camillo Cesarone; 9 anni di reclusione e l’ interdizione legale e dai pubblici uffici per l’ex parlamentare Sabatino Aracu; 9 anni di reclusione e interdizione legale e dai pubblici uffici per l’ex segretario generale dell’ufficio di presidenza, Lamberto Quarta; 7 anni di reclusione, interdizione dai pubblici uffici, prescrizione per alcuni reati per Antonio Boschetti, ex assessore alle Attività produttive; 6 anni e interdizione legale e dai pubblici uffici per l’ex assessore alla Sanità, Bernardo Mazzocca; 5 anni di reclusione, interdizione legale e dai pubblici uffici per l’ex segretario di Mazzocca, Angelo Bucciarelli; 4 anni di reclusione, interdizione dai pubblici uffici per Vito Domenici, ex assessore alla Sanità della giunta di centrodestra guidata da Giovanni Pace, l’accusa ha chiesto però la prescrizione per alcuni reati; 3 anni di reclusione per l’ex patron di Villa Pini, San Stefar, San Raffaele e Maristella, Vincenzo Maria Angelini, assoluzione per non aver commesso il fatto per un capo di imputazione e prescrizione per alcuni reati; 2 anni e 8 mesi per l’ex amministratore delegato della Humangest, Gianluca Zelli; 4 anni di reclusione e interdizione legale e dai pubblici uffici per l’ex direttore dell’Agenzia sanitaria regionale, Francesco Di Stanislao; 2 anni e 4 mesi di reclusione, interdizione dai pubblici uffici, prescrizione per alcuni reati per Pierluigi Cosenza, ex responsabile delle commissioni ispettive regionali permanenti; 2 anni di reclusione e 900 euro di multa, oltre all’interdizione dai pubblici uffici, prescrizione per alcuni reati per Walter Russo; 2 anni e 2 mesi di reclusione per Marco Penna; 2 anni di reclusione, interdizione e dai pubblici uffici per Giampiero Di Cesare; assoluzione per Paolo Gribaudi; 1 anno e 10 mesi di reclusione, interdizione dai pubblici uffici per Sandro Pasquali;  1 anno e 8 mesi di reclusione, prescrizione per un capo per Silvio Cirone; 1 anno e 6 mesi e 600 euro di multa, interdizione dai pubblici uffici per Luciano Di Odoardo; 1 anno e 6 mesi di reclusione per Mario Romano;  10 mesi di reclusione per Fabio De Concilio; 8 mesi di reclusione per Domenica Pacifico; prescrizione per Mario Tortora; per il commercialista teatino, Giacomo Obletter è stata chiesta l’assoluzione per un capo di imputazione e la prescrizione per un altro.

In aula, tra i pubblico ascolta la sentenza anche l’ex procuratore capo di Pescara, Nicola Trifuoggi, che ha poi commentato: “Sono soddisfatto professionalmente, solo professionalmente, perchè è il riconoscimento di un lavoro ben fatto. Non sono soddisfatto personalmente perchè non gioisco delle condanne di nessuno, né sono soddisfatto da cittadino perchè questa sentenza non ripara i guasti al sistema sanitario abruzzese.

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