Aggressione ad agenti nel carcere di Lanciano. La denuncia arriva dalla UILPA Penitenziari

“Negli ultimi tempi abbiamo volontariamente evitato di dare comunicazione agli organi di stampa dei fatti che, ormai con una regolarità preoccupante, contraddistinguono l’iter lavorativo della Polizia Penitenziaria in servizio presso la Casa Circondariale di Lanciano. Ciò nella speranza che tali eventi avessero contribuito a far capire agli organi preposti quanto fosse difficile e delicata la gestione di un istituto penitenziario complesso come quello di Villa Stanazzo. Così non è stato ed i fatti lo dimostrano, almeno 4 aggressioni ai danni del personale hanno contraddistinto finora il 2013, per la Polizia Penitenziaria si tratta di descrivere un vero e proprio bollettino di guerra; se da una parte due episodi sono da ritenersi “minori” cioè di aggressioni di modesta entità ovvero senza prognosi per gli agenti negli altri 2 episodi, purtroppo, le cose sono andate diversamente; nel 1° caso, che risale ormai al mese marzo, un assistente capo con 30 di servizio era stato aggredito e preso a pugni, tanto che vi è stata per lui una prognosi di 20 giorni”.

La denuncia arriva dal segretario provinciale UILpa Penitenziari Di Giovanni Ruggero

“Ciò che è accaduto il 29 luglio scorso rappresenta senz’altro l’episodio più grave dell’intera storia dell’istituto frentano, un assistente capo di Polizia Penitenziaria è stato vigliaccamente aggredito da un detenuto marocchino che, usando una lametta, gli ha provocato un profondo taglio al ventre lungo circa 30 cm; il detenuto, in carcere per lesioni personali e rapina, era già noto alle “cronache carcerarie” come una “testa calda” e che proprio per la sua indole violenta è stato trasferito più volte in diversi istituti fino a giungere a Lanciano nel mese di marzo 2013. Quanto è accaduto mostra chiaramente i limiti imposti dall’amministrazione alla gestione dell’istituto frentano, da una parte la cronica carenza di personale che impone al personale turni massacranti e che ormai troppo spesso si concretizzano nel cd. doppio turno (12 ore di servizio), in alcuni casi addirittura 17 ore di servizio consecutive e dall’altra l’assenza di un direttore titolare che comporta una discontinuità nella linea di comando creando l’habitat naturale dove i comportamenti borderline dei detenuti la fanno da padrone. All’inizio del 2013 il direttore titolare è stato inviato a prestare servizio nell’istituto di Vasto con la reggenza del Carcere di Sulmona, mentre per il carcere di Lanciano è stata scelta la formula della “reggenza” da parte della Dott.ssa Maria Lucia Avantaggiato che però, avendo altri incarichi presso il Carcere di Pescara ed il P.R.A.P. di Pescara riesce a garantire una presenza effettiva di soli 2/3 giorni settimanali. È evidente che qualcosa non ha funzionato e continua a non funzionare ai vertici del carcere di Villa Stanazzo, il personale aveva più volte lamentato l’indole estremamente aggressiva del detenuto ed il fatto che lo stesso usava portare al seguito almeno una lametta; evidentemente questo, tutti i rapporti disciplinari e le minacce che lo stesso usava fare quando veniva contrariato non sono stati sufficienti a mettere in allerta le massime autorità dell’istituto, che non hanno saputo o voluto prendere i dovuti accorgimenti. I risultati sono sotto gli occhi di tutti ma la Dott.ssa Bruna Brunetti, Provveditore dell’Amministrazione Penitenziaria per l’Abruzzo ed il Molise, evidentemente non ritiene che la situazione sia così grave da garantire ne un sufficiente monte ore di straordinario, oltre al danno la beffa, lo straordinario assegnato con tanto di conteggi minuziosi da parte di “valenti esperti” non è sufficiente a garantire la necessaria copertura economica al corretto funzionamento dell’istituto, ne tantomeno si è visto nessun intervento teso ad aumentare l’organico di Polizia Penitenziaria, anzi è stato chiesto un ulteriore sacrificio…..l’invio di alcune unità in distacco al carcere di Pescara…, e nemmeno quando le OO.SS. (tutte) hanno chiesto a gran voce una presenza più marcata di un direttore, magari titolare, la risposta è stata positiva, abbiamo ricevuto un laconico compatibilmente con le esigenze di servizio, ergo tutto come prima”.

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