Incendio nella Riserva Regionale Ripari Di Giobbe, il WWF punta l’indice sul comune di Ortona

La Riserva Regionale Ripari Di Giobbe, è in buona parte andata in fumo. L’incendio che si è sviluppato giorni addietro in uno degli angoli più belli della Costa dei Trabocchi ha causato ingenti danni all’area e ha suscitato l’immediata reazione del Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina. In un documento a firma del presidente Ines Palena, si afferma che “dopo anni di abbandono, la piccola riserva di 28 ettari, scompare tra le fiamme, la splendida macchia mediterranea è andata in fumo, nonostante il tempismo e la bravura dei vigili del fuoco, arrivati con mezzi a terra, un elicottero e due Canadair. Se l’origine è dolosa lo sapremo presto, anche se sembra un copione già scritto: non è la prima volta infatti che aree costiere di pregio prendono fuoco, qui sulla costa dei trabocchi, come se i cittadini non avessero più il diritto di poter disporre di angoli pieni di incanto. La gestione della Riserva, così dice la legge regionale, è affidata al Comune di Ortona – ricorda la Palena -. A distanza di sei anni dall’istituzione il Comune di Ortona non ancora provvede a nominare l’organo di gestione della Riserva, la relativa composizione, nonché le forme ed i modi attraverso cui si attuerà la gestione della Riserva stessa. Il Comune di Ortona doveva predisporre anche il Piano di Assetto Naturalistico (PAN) dell’area ma neppure di tale documento se ne vede traccia. Inoltre, il Comune avrebbe dovuto indicare le misure di previsione e prevenzione degli incendi nella riserva regionale, ai sensi della “Legge Quadro in materia di incendi boschivi” n°353/2000, nell’ambito del piano di prevenzione regionale degli incendi. Se si fosse concretizzata la gestione dell’area protetta con i relativi piani di gestione e prevenzione forse si sarebbe potuto impedire il propagarsi dell’incendio. L’Amministrazione locale deve cominciare a rendere conto dei propri doveri non soltanto alle Associazioni per la tutela dell’ambiente ma anche agli operatori turistici e ai fruitori della zona che hanno il diritto di beneficiare delle bellezze dell’area protetta”.

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