Italcementi di Scafa: i lavoratori di nuovo sulla Tiburtina

C’erano anche i sindaci della zona alla nuova manifestazione inscenata oggi dai lavoratori dell’Italcementi di Scafa, che come due giorni fa, sono tornati a bloccare la circolazione sulla Tiburtina. Dalle 8 di questa mattina gli addetti hanno proclamato uno sciopero di per 4 ore, mentre alle 9 ha preso il via l’occupazione, seppure in forma pacifica, dell’arteria stradale, nei pressi dello stabilimento.

Sempre questa mattina, il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, presente alla manifestazione, ha annunciato che insieme al vicepresidente della Regione Abruzzo, al sindaco di Scafa e i rappresentanti sindacali il prossimo 5 settembre sarà ricevuto dal ministro Gaetano Quagliariello e dal sottosegretario Giovanni Legnini per discutere della vertenza Italcementi. 

“Dopo la riunione dei giorni scorsi in Confindustria e la lettera inviata ai rappresentanti abruzzesi presenti al Governo nazionale – ha detto Testa – ho avuto la massima disponibilità da Legnini e Quagliariello affinché la vertenza dei lavoratori della Italcementi diventi una questione nazionale. Il nostro obiettivo è fare una sana pressione prima della riunione del Mise fissata per il 10 settembre e dedicata alla trasformazione della cassa integrazione. Faremo di tutto per salvare i posti di lavoro mantenendo in piedi un’azienda grazie alla quale è cresciuta l’economia del territorio”. Prima del 5, i sindacati e i lavoratori stileranno con Testa e Castiglione un documento condiviso da sottoporre all’attenzione dei rappresentanti del Governo Letta. Al centro del documento la richiesta di non chiudere lo stabilimento di Scafa con la riconferma dell’accordo firmato al ministero del Lavoro a gennaio 2013 nel quale si parlava di una “ristrutturazione” dell’azienda col mantenimento del sito produttivo. Si chiederà inoltre di escludere l’ipotesi di vendere sul mercato abruzzese cemento proveniente da altri stabilimenti e di non favorire ulteriori investimenti su altre cementerie in Abruzzo, a scapito dello stabilimento di Scafa che è presente da 150 sul territorio e conta oggi circa 150 dipendenti, direttamente e tramite indotto.

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