Lanciano: il WWF chiede fermo dei lavori di rifacimento di piazza Martiri VI Ottobre

“Chiediamo la sospensione dei lavori fino a quando si trovi una soluzione alternativa alla riduzione dell’area verde e al taglio degli alberi. Anche perché non ci risulta che siano stati autorizzati al taglio tutti gli esemplari che si vogliono abbattere. Inoltre, torniamo a chiedere l’approvazione urgente di un Piano Regolatore del Verde Pubblico che abbia come obiettivo non solo una seria programmazione degli interventi di manutenzione delle poche aree già esistenti e delle altre da realizzare, ma che tuteli il verde come elemento qualificante”.

Ines Palena, presidente del’Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina è intervenuta sui lavori di rifacimento di piazza Martiri VI Ottobre (Larghetto Santa Chiara), a Lanciano, e ha inviato una lettera all’amministrazione ed altri enti competenti nella quale esprime forte preoccupazione per l’intenzione di abbattere altri alberi secolari presenti sul luogo – oltre quelli già tagliati nel 2011 – e di ridurre fortemente lo spazio verde a disposizione della cittadinanza, peraltro di rilevante interesse storico-culturale.

“Il progetto di rifacimento di Piazza Martiri non solo è un’ occasione persa per la valorizzazione di uno spazio pubblico urbano, ma è anche un’ulteriore passaggio verso la cancellazione della memoria storica e identitaria del nostro Comune e dei lancianesi. Infatti l’area interessata dall’intervento, che ospitava l’edificio, già abbattuto, della scuola materna sperimentale, può essere considerata come l’ultima testimonianza del Giardino pubblico o Villa comunale, risalente con tale destinazione già all’Anno 1900, per i dati a nostra disposizione – dichiara la Palena -. Testimonianza provata anche dalla presenza dei bellissimi pini d’Aleppo (Pinus halepensis) e di un cedro, la cui maestosità fa supporre essere ultracentenario.

Proprio a questo proposito, ricordiamo che la recente legge regionale n. 28/2013 prevede disposizioni per la tutela e salvaguardia degli alberi cosiddetti “monumentali” o di particolare pregio paesaggistico, naturalistico, monumentale, storico e culturale. La legge regionale, nelle more della istituzione dell’elenco degli alberi d’Italia (alla cui redazione partecipano anche la Regione e i Comuni) meritevoli di tutela e salvaguardia, vieta sul territorio dei centri urbani il

danneggiamento, l’abbattimento e l’espianto di alberi ad alto fusto, compresi quelli secolari tipici o inseriti in particolari complessi architettonici di importanza storica e culturale. Inoltre consente l’abbattimento degli alberi appena descritti esclusivamente per casi motivati ed improcrastinabili e previo parere obbligatorio e vincolante del Corpo Forestale dello Stato idoneo ad escludere la praticabilità di soluzioni alternative o complementari aventi minore impatto. Vogliamo sapere se sia stato verificato l’effettivo valore storico-culturale dello spazio verde e documentato lo stato di salute o pericolosità degli alberi da abbattere, che non sembrerebbero né malati né pericolosi per l’incolumità pubblica. Non è possibile inoltre asfaltare quasi tutta la zona riducendo lo spazio verde a poche centinaia di metri quadri”.

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