Soppressione Tribunali: Lanciano e Vasto trovano una soluzione, Chieti e Pescara insieme resta una chimera

La soluzione è sotto gli occhi di tutti ma la si aggira sempre. Spunta di tanto in tanto ma, per affrontarla decisamente, occorrerebbe una volontà politica che, al momento, non c’è. Figurarsi se spunta ora, a qualche mese dalle regionali. Il discorso che si fa è legato ai tribunali di Chieti e Pescara, sistemati a pochi chilometri l’uno dall’altro e che, chissà ancora per quanto, resteranno lontani. Così, mentre ad Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto si lotta per evitare la chiusura di presidi di giustizia organizzati, funzionali e al servizio di territori popolosi e importanti, il progetto di fusione di quelli di Chieti e Pescara, che potrebbe far rivedere e cambiare in Abruzzo la riorganizzazione degli Uffici Giudiziari, resta una utopia. Tanto più che Chieti, causa le lesioni riportate dal vecchio tribunale a causa del sisma del 2009, dovrebbe costruirne uno nuovo, con un impegno di spesa notevole sulle spalle dell’intera collettività e lunghi tempi di realizzazione.   

Si accennava alle iniziative per mantenere in vita i quattro tribunali ‘minori’ abruzzesi – che beneficiano di un regime di deroga che ne farà slittare a settembre 2015 la soppressione definitiva – l’ultima delle quali al Parco dei Priori di Fossacesia alcuni giorni fa, proposta e organizzata dalla Provincia di Chieti.  Al tavolo hanno partecipato, tra gli altri, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Giovanni Legnini, i parlamentari Maria Amato e Gianluca Castaldi, l’Assessore regionale Luigi De Fanis, i Consiglieri Regionali Antonio Menna, Emilio Nasuti e Antonio Prospero, gli Assessori e Consiglieri provinciali, tra cui Paolo Sisti, delegato alla questione dalla Presidenza della Provincia, il Vice Sindaco di Lanciano, Pino Valente, e il Sindaco di Vasto, Luciano Lapenna, i rappresentanti dei Consigli degli Ordini forensi di Lanciano, Sandro Sala, e di Vasto, . 

E proprio da questi ultimi è arrivata una nuova proposta che apre uno spiraglio interessante e importante per evitare la chiusura dei due tribunali: a Vasto rimarrebbe la procura della Repubblica anche per far fronte ai problemi che la città è costretta ad affrontare quotidianamente; a Lanciano, la Presidenza. 

“Dall’incontro – afferma il Presidente Di Giuseppantonio – è emersa la volontà unanime di lavorare insieme verso la medesima direzione e si procederà a breve con una riunione che vedrà coinvolti i quattro Sindaci di Lanciano, Vasto, Avezzano e Sulmona e i due rispettivi Presidenti di Provincia per concordare iniziative comuni e partecipate a livello regionale – ed aggiunge -. Anche per quanto riguarda il nostro territorio provinciale tutte le Istituzioni faranno squadra attorno alle Amministrazioni comunali di Lanciano e Vasto, che avranno l’onere di elaborare di concerto un progetto che possa essere preso in considerazione dal Governo, un’alternativa sostenibile rispetto alla netta chiusura dei rispettivi Tribunali. Abbiamo un lasso di tempo di due anni, dobbiamo sfruttarlo al meglio e le motivazioni sono importanti. È evidente – sottolinea il Presidente Di Giuseppantonio – che non è possibile lasciare l’Abruzzo meridionale senza un presidio giudiziario, considerando peraltro che nella nostra Provincia i Tribunali di Lanciano e Vasto hanno finora erogato un servizio efficiente in materia di legalità e giustizia. Dobbiamo pensare ai cittadini soprattutto, cui ricadono le conseguenze più gravi della riforma: dall’aggravio dei costi di accesso alla giustizia, al rischio presumibile che venga meno la rapidità delle risposte giudiziarie, fino alla privazione di presidi di sicurezza rappresentate dalle Procure che verrebbero soppresse. Sono soddisfatto dell’esito dell’incontro-confronto. Ancora una volta – conclude il Presidente Di Giuseppantonio – l’appello che rivolgo a tutti i soggetti coinvolti e alle comunità è mettere da parte i campanili e agire perché le sacrosante ragioni di un intero territorio prevalgano”.

Intanto, come ha ricordato il Consigliere provinciale Sisti, ha introdotto che “la nostra regione si è mobilitata per il referendum abrogativo, va presentata alla Corte Costituzionale da almeno cinque regioni entro il prossimo 30 settembre e per ora vede coinvolti Abruzzo, Puglia, Basilicata, Friuli Venezia Giulia. Rappresenta un’altra strada da percorrere per la salvaguardia dei nostri tribunali” . 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *