Sequestri di immobili e soldi per irregolarità nello smaltimento rifiuti ospedalieri ed evasione fiscale

Una serie di sequestri immobiliari e in denaro disposti oggi dalla Procura di Lanciano ed eseguiti dalla Guardia di Finanza e dal Corpo Forestale dello Stato. 

La procura frentana, guidata da Francesco Menditto, ha chiesto e ottenuto l’applicazione del codice antimafia in tema di confisca di beni per un “evasore fiscale sistematico”. E tra i provvedimenti eseguiti, disposto dal gip Massimo Canosa, uno riguarda anche il patron della Virus Lanciano, Francesco Maio. 

Si tratta di una serie di irregolarità commesse ai danni di alcune Asl abruzzesi sul ritiro e smaltimento di rifiuti speciali per le quali la Guglielmo Maio ha eseguito grazie ad un appalto regionale. Dalle indagini eseguite dal Corpo Forestale dello Stato sarebbe emerso che i bidoni che venivano trasportati sui mezzi adibiti al servizio di raccolta rifiuti, in realtà erano solo parzialmente riempiti e per altro con rifiuti anche aventi stato fisico solido. I calcoli per il pagamento da parte dello Stato però avvenivano in base alla capienza dei contenitori per cui i soldi pubblici venivano impiegati anche per pagare la parte vuota dei recipienti.

Il gip Canosa ha quindi disposto il sequestro di 400 mila euro, per equivalente di somme e titoli per un importo pari a quello della ipotizzata truffa 420 mila euro, a carico di Francesco Maio, legale rappresentante della ditta.

Gli altri sequestri hanno riguardato il costruttore Vincenzo Pomilio di Perano, “con una storia di evasione lunga 20 anni”, ha sottolineato il procuratore di Lanciano Francesco Menditto, sono stati infatti confiscati beni per oltre 10 milioni di euro, l’equivalente di quanto avrebbe evaso, appunto in 10 anni. 

“Colpiamo i patrimoni per colpire i delitti – ha spiegato Menditto nel corso di una conferenza stampa -. Fatture false, sottocontabilizzazione e altri stratagemmi hanno consentito a Pomilio di evadere il fisco pressoché totalmente negli ultimi 10 anni -, ha aggiunto il maggiore della Finanza di Chieti, Alberto De Ventura. 

A firmare il provvedimento di confisca è stato il Tribunale di Chieti su richiesta della Procura di Lanciano che ha chiesto per Pomilio l’applicazione del codice antimafia in tema di sequestro di beni. 

“E’ la prima volta che il codice antimafia viene applicato a un evasore abituale – ha sottolineato Menditto. Sequestrate a Pomilio la totalità delle quote di 4 società, la Ervingroup srl, L’Era Antica srl, Erpool srl e la Ervin Immobiliare srl; 56 immobili tra appartamenti e ville; 15 terreni e 10 veicoli per un valore complessivo di circa 10 milioni di euro. Gli immobili si trovano soprattutto in comuni del frentano (Atessa, Casalbordino, Castel Frentano, Lanciano, Mozzagrogna, Perano, S.Maria Imbaro, Altino, Tornareccio, Treglio e Montesilvano) e “all’esito della confisca potranno essere assegnati agli enti pubblici per finalità sociali – ha sottolineato Menditto.

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