Cresa: industria abruzzese in profonda crisi

L’industria abruzzese torna indietro. E’ quanto risulta dalle indagini congiunturali condotte dal Centro Regionale di Studi e Ricerche Economico Sociali istituito dalle Camere di Commercio d’Abruzzo. sui settori manifatturiero (II trimestre 2013) ed edile (I semestre 2013) che confermano il perdurare di una situazione di grave criticità.

Il rapporto mette in evidenza come nel comparto manifatturiero abruzzese i principali indicatori mostrano per il sesto trimestre consecutivo andamenti tendenziali di segno negativo mentre evidenziano un lievissimo recupero congiunturale. Le aspettative per il prossimo semestre sono pessimistiche, ad eccezione dell’occupazione.
L’indagine del Cresa riguardante il secondo trimestre 2013 è stata condotta su 417 imprese manifatturiere con almeno 10 addetti operanti nella regione. I risultati della rilevazione evidenziano un lieve recupero avvenuto nell’ultimo trimestre, comunque non ancora sufficiente a cambiare il trend negativo finora manifestatosi. Infatti, l’andamento congiunturale mostra risultati leggermente positivi per produzione (+0,6%), fatturato (+0,8%) e ordini interni (+0,5%) e risultati negativi, ma meno pesanti di quelli tendenziali, per fatturato estero (-1,3%), ordini esteri (-2,0%) e occupazione (-0,1%).
Nonostante ciò, per il sesto trimestre consecutivo gli andamenti tendenziali dei principali indicatori rimangono di segno negativo: produzione (-3,6%), fatturato (-3,4%) e ordini interni (-3,5%). Anche la capacità competitiva a livello internazionale continua a risultare problematica relativamente sia alle vendite sia alle commesse (fatturato estero: -3,0%; ordini esteri: -5,4%). L’occupazione, dopo 18 trimestri consecutivi di flessione, prosegue nella diminuzione (-1,8%) ma in misura inferiore rispetto ai trimestri precedenti.
Le previsioni degli operatori per i prossimi sei mesi sono negative per quasi tutti gli indicatori considerati ma migliori del trimestre precedente. Particolarmente pessimistiche sono le imprese tessili. Tra i comparti l’alimentare e il chimico-farmaceutico mostrano i migliori andamenti con risultati in genere positivi sia congiunturali che tendenziali. Performance per lo più negative sono state ottenute da metalmeccanica, elettromeccanica ed elettronica e mezzi di trasporto. Tessile, legno e mobili e lavorazione di minerali non metalliferi fanno registrare risultati congiunturali solitamente positivi e tendenziali in gran parte negativi.
Le piccole imprese (10-49 addetti) mostrano andamenti tendenziali generalmente negativi e peggiori della media regionale. Fanno eccezione il fatturato estero e gli ordini esteri che mostrano una maggiore competitività sui mercati internazionali. Gli andamenti congiunturali sono in genere lievemente positivi tranne che per ordini esteri e occupazione.
Le medie imprese (50-249 addetti) mostrano andamenti tendenziali negativi e per lo più peggiori della media abruzzese mentre quelli congiunturali sono positivi e generalmente migliori della media regionale evidenziando una fase di recupero non ancora sufficiente a compensare il calo dei trimestri precedenti. Fa eccezione l’occupazione ancora in calo.
Le grandi imprese (con oltre 250 addetti) hanno mostrato performance negative sia sul breve che sul lungo periodo per produzione e fatturato). Risultano negativi anche i risultati sui mercati esteri (fatturato estero e ordini esteri). Fa eccezione l’andamento degli ordini interni, in aumento su entrambi gli orizzonti temporali.
La provincia di Chieti ha registrato risultati negativi sia congiunturali che tendenziali sul mercato interno ed estero mostrando l’andamento complessivamente peggiore. Quella di Pescara ha ottenuto, invece, le migliori performance con segni diffusamente positivi, soprattutto congiunturali. Per le aziende aquilane tutti gli indicatori hanno visto un calo tendenziale peggiore di quello regionale e risultati congiunturali meno gravi e a volte positivi. Le aziende teramane hanno registrato generalmente un andamento congiunturale positivo accompagnato da una certa diminuzione tendenziale

“Nonostante la tenacia e lo spirito di iniziativa che le imprese continuano a mostrare, come è peraltro testimoniato nel caso del manifatturiero dalle variazioni congiunturali positive di alcuni indicatori – sottolinea il Presidente del CRESA Lorenzo Santilli – il sistema imprenditoriale regionale necessita per ripartire di sollecite ed efficaci misure pubbliche su grandi temi quali fisco, credito, lavoro, ammortizzatori sociali”.
“I segnali contrastanti che pervengono dai diversi settori pongono seri interrogativi per l’andamento dell’economia regionale nei prossimi mesi e nei prossimi anni – evidenzia il Direttore Francesco Prosperococco – e richiamano fortemente l’attenzione su ciò che i governi nazionale e regionale riusciranno a fare. Decisive saranno le scelte – specifica Prosperococco – che a livello regionale si compiranno relativamente ai fondi nazionali ed europei. E’ fondamentale – precisa il Direttore – come, alla vigilia della Programmazione 2014-2020 sia necessario ragionare in termini antirecessivi, evitando progettazioni e programmazioni “a pioggia” che hanno spesso prodotto vortici di consulenze, studi e quintali di carta quasi sempre inutili, dando priorità a pochi obiettivi strategici in grado di fornire ossigeno e produrre benefici tangibili per il sistema delle imprese e, quindi, per l’intera economia regionale”.

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