Polemiche e sospetti alla Confcommercio di Chieti: Allegrino passa al contrattacco

Estraneo ad ogni accusa circa l’utilizzo “allegro e personale dei fondi a disposizione”; una dettagliata documentazione è stata presentata alla Procura della Repubblica di Chieti per fornire “tutti i chiarimenti e le prove necessarie, voce per voce, comprese tutte le anticipazioni personali per i pagamenti di alcune scadenze”.

Angelo Allegrino, presidente di Confcommercio Chieti, passa al contrattacco e ribadisce la sua posizione e quella dell’associazione e ripercorre, non senza amarezza, le burrascose settimane appena trascorse. 

“Sono rimasto molto scosso da quanto accaduto – afferma Allegrino – ho ricevuto fango addosso da persone insospettabili che fino a qualche giorno prima delle loro polemiche strumentali sui giornali e in piazza si erano mostrate amiche, lodando addirittura il mio operato. Tutto quello che è accaduto in questi mesi a Confcommercio arriva esclusivamente da una posizione faziosa di alcuni consiglieri dimissionari e sarà oggetto di specifiche denunce-querele. Confcommercio non è morta, anzi, si continua a lavorare con nuova progettualità e nuova forza”. 

Allegrino, appena scoppiate le polemiche e dopo che sono iniziate a volare le prime accuse sulla gestione dell’associazione, divampate un giorno prima della elezioni del 18 luglio scorso per il rinnovo delle cariche, ha affidato al suo legale, l’avvocato Marco Femminella, il compito di recarsi presso la procura teatina e mettere a disposizione un dettagliato rapporto su prelievi per pagamenti d’ufficio e anticipazioni “mie personali, nelle more delle rimesse contabili, dalle quali si dimostra come, a tutt’oggi, io risulti in larga misura ancora creditore. Tengo tuttavia a sottolineare che la Confcommercio  non ha problemi di solidità perché è in attivo. Ci sono soltanto dei problemi di liquidità dal momento che dobbiamo ancora ricevere delle spettanze dovute”.

Allegrino sottolinea ancora: “La dirigenza centrale della Confcommercio a Roma ha effettuato un controllo contabile sui bilanci degli ultimi cinque anni e ha trovato tutto in regola: nulla è imputabile al mio operato o alla mia persona. Ed è peraltro un dato evidente che io sia ancora l’attuale presidente in carica con pieni poteri decisionali. Da questo punto di vista sono assolutamente sereno nonostante questi eventi mi abbiamo fortemente provato. Gravissimo e netto tuttavia risulta il danno di immagine sia alla mia persona che all’associazione. Per questo motivo ho ritenuto opportuno, assieme al mio legale, procedere con le opportune azioni giudiziarie anche in sede penale con riserva di risarcimento dei gravi danni materiali e morali subiti a causa delle condotte illecite e strumentali da parte di tutti quelli che si sono prestati ad accuse infamanti e ad una altrettanto infamante falsa e gratuita gogna mediatica. In tale fase la Confcommercio si costituirà parte civile. I rimborsi che otterremo per i danni subiti saranno devoluti in beneficenza”. 

Il presidente Allegrino conclude con una supposizione circa le possibili motivazioni che potrebbero essere alla base della campagna denigratoria nei suoi confronti: “Non ho potuto fare a meno di notare la coincidenza temporale del fatto che tutto ha avuto inizio subito dopo le mie nette prese di posizione contro la piattaforma petrolifera Ombrina mare e il progetto del Campus Automotive. Il mio dissenso nei confronti di tali operazioni è conseguenza di un pluriennale impegno in difesa dell’ambiente, delle risorse paesaggistiche abruzzesi e soprattutto, della piccola e media impresa.”

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