Tagli alle guardie mediche: i sindacati ricorreranno al Tar. Lanciano, nuove polemiche per la chiusura dell’ADI

Tagli alle guardie mediche, pronti i ricorsi al Tribunale amministrativo regionale. Li annuncia il sindacato dei medici, deciso a impugnare la delibera regionale. Sono in tutto venti i presidi medici che saranno chiusi, molti dei quali fondamentali punti di riferimento in territori montani. Oltre al SIM, anche la Federazione dei medici di medicina generale aveva annunciato di volersi opporre ai tagli decisi per risparmiare. Tutto ciò avviene senza attendere il decreto Balduzzi, che prevede l’attivazione delle associazioni mediche per tutto l’arco della giornata. Così come appare oggi la situazione si verrebbero a creare   Pronto soccorso intasati, tempi d’attesa più lunghi e nessuna garanzia di equità di accesso ai servizi per tutti i cittadini. Senza dimenticare, poi, che oltre 80 medici resterebbero senza lavoro.

Un’altra tegola sulla sanità piove da Lanciano. Il vice sindaco della città frentana, Pino Valente è intervenuto di nuovo sulla questione relativa all’assistenza domiciliare.  “Le notizie di questi giorni in merito agli effetti del drastico taglio delle prestazioni a ben 700 ammalati frentani effettuato nei mesi scorsi non fanno che confermare quanto da noi previsto e cioè che i tagli non si sarebbero trasformati in nuovi percorsi riabilitativi ma in una vera e propria disfatta della sanità pubblica non in grado di garantire assistenza a tutti gli ammalati. La decisione del distretto sanitario di sopprimere l’ADI – afferma Valente – per aprire nuovi percorsi di cura si sta infatti dimostrando disastrosa. I numeri di cittadinanzAttiva di oltre 300 persone in attesa nei centri accreditati testimoniano come le strategie della Asl si stanno purtroppo ripercuotendo terribilmente sulla pelle degli ammalati e dei loro familiari. E’ veramente triste dover assistere a questa lotta per la difesa dei propri diritti mentre il manager della Asl Zavattaro ed il presidente Chiodi restano silenziosi senza dare risposte a tutte quelle persone rimaste senza cure. Per questo motivo ben venga la collaborazione tra il segretario Aldo Cerulli di cittadinanzAttiva ed il comune di Lanciano nella persona del sindaco Mario Pupillo, per portare avanti la strada dei ricorsi e della battaglia giudiziaria per la difesa di tutte quelle persone che sono rimaste indifese e senza diritti. E davanti a queste liste d’attesa così lunghe emergono ancora di più le differenze sociali tra chi può rivolgersi a spese proprie direttamente al privato e le persone più deboli economicamente che rimangono senza terapie riabilitative”.

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