Confcommercio Chieti: nuove accuse sulla gestione Allegrino

Non si placano le polemiche nella Confcommercio di Chieti. Anzi, piovono ancora accuse sulla gestione dell’associazione da parte del presidente Angelo Allegrino, che proprio ieri aveva fatto sapere d’aver intrapreso le vie legali contro quelli che, secondo il presidente, sono suoi denigratori. 

Oggi, a Lanciano, alcuni dipendenti della Confcommercio hanno tenuto una conferenza stampa nel corso della quale sono riaffiorati i motivi per i quali si è venuta a creare l’incandescente situazione. Molti di loro sono dipendenti storici, persone da decenni nella Confcommercio, che mai avrebbero pensato di venirsi a trovare nello status di licenziati. “Già perché Allegrino ci ha messo fuori senza preavviso e neppure tenendo conto le modalità previste dal protocollo della Confcommercio – spiega l’ex direttore dell’associazione dei commercianti di Lanciano, Francesco Peri, una vita in Confcommercio-. Da sette mesi siamo senza stipendio e per di più licenziati”. 

Non solo. La sede di Lanciano è chiusa, così come, quella di Vasto ha riaperto ma con appena riaperto con un contratto esterno, mentre restano operative Ortona e Francavilla. E poi c’è da capire se vi sono state leggerezze nelle spese. Un aspetto sul quale dovrà far luce la magistratura.

Insomma, una situazione ingarbugliata, in attesa delle nuove elezioni. Quelle che si dovevano tenere il 18 luglio scorso all’Hotel Villa Medici, di Rocca San Giovanni, furono annullate nell’impossibilità di portare avanti i lavori. Sei consiglieri sfiduciarono Allegrino, sei contro i quali il presidente ha presentato una querela presso la procura di Chieti. Tra loro, Maria Tiberio, che insieme a Gianfranco Suriani era una delle contendenti alla successione di Allegrino, presente oggi all’incontro con i media non solo per replicare al presidente, ma anche per portare solidarietà ai dipendenti licenziati. 

“I sei denunciati da Allegrino hanno agito anche loro per vie legali – afferma la Tiberio -. Lui non potrebbe ricoprire la sua carica per i suoi trascorsi giudiziari che ha e per i quali non può nemmeno ricandidarsi. Come fa a sostenere che la situazione finanziaria di Confcommercio è solida se ha poi licenziato e non pagato stipendi, utenze e affitti?”

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