LA SOPRAVVIVENZA DEGLI SCRITTORI

La manifestazione Biblosìa, dedicata ai libri e al cibo si è conclusa e con successo infatti gli organizzatori sono molto soddisfatti. Ideata dall’Associazione Culturale Gutemberg con la produzione esecutiva degli eventi affidata a Tabula, Giuseppe De Pasqua e Carlo Ciccone, e la collaborazione creativa ed organizzativa di Pixie Promotion, Raffaella Tenaglia, questa quarta edizione non è stata solo una proposta quasi parallela alle Feste di Settembre a Lanciano ma anche, in molte occasioni, la possibilità di riflettere sui problemi dello scrivere oggi riguardanti sia gli scrittori che l’editoria in trasformazione.

L’argomento è stato subito affrontato dai primi giorni della manifestazione con l’intervento, il 13 Settembre, dell’autore bolognese Gianluca Morozzi (foto a sinistra) che ha anche presentato il suo nuovo libro. Pur essendo una raccolta di racconti, ha per titolo “Niente fiori per gli scrittori” Ed. Fernandel che ben si presta al tema. Innanzi tutto c’è la difficoltà di emergere e Morozzi che oggi è un affermato nel campo, i diritti di alcuni suoi libri sono stati venduti al cinema, ha una lunga storia che racconta all’attento uditorio. La strada che lo porta a farsi conoscere inizia negli anni ’90 con ben ottanta concorsi letterari senza successo, il primo proprio a Pescara avente come argomento il mare. Finalmente nel ’98 manda vari suoi racconti alla rivista letteraria Fernandel che come piccola casa editrice si interessa a lui e successivamente gli pubblica nel ‘2000 il primo romanzo. Tutto questo per dire che ci sono vari elementi che portano alla riuscita di uno scrittore, il primo è quello più importante cioè crederci a quel che si sta facendo e la testardaggine di quanto detto sopra ne è la dimostrazione. Questo significa continuare a provarci con ciò che hai a disposizione, tipo i concorsi. Ci devessere però ad un certo punto anche qualcuno che ti considera e prende sul serio il tuo lavoro, il momento della promozione, un editore che ti porta al rango ufficiale di scrittore. Anche un angelo custode non guasta e nel caso di Morozzi il ruolo è stato rivestito addirittura da Aldo Busi, autore molto lontano da lui per stile e titoli, ma ciò è avvenuto perchè Busi, in veste di professore alla trasmissione “Amici” di Maria De Filippi, ha consigliato ai ragazzi, tra i libri per avvicinarli meglio alla lettura, anche “Black Out”, facendone così indirettamente incrementare le vendite. Attualmente Gianluca Morozzi ha in media tre libri all’anno per le stampe, di cui uno continua ad essere per Fernandel perchè dice ‘il primo editore non si scorda mai’ poi però c’è anche Guanda che è una casa editrice molto importante. Passando dal mondo degli scrittori a quello degli editori, il giorno dopo, 14 Settembre, c’è stato un interessante convegno avente come scenario i molteplici aspetti e possibilità della comunicazione. Un processo di trasformazione si presenta nel suo aspetto esteriore come momento di crisi ed è innegabile che ci sia nella carta stampata con i grandi concorrenti, la televisione, da molti anni, a cui si aggiunge internet con i suoi social network che spesso danno notizie quasi in tempo reale. Ne hanno parlato due illustri ospiti, Giulio Borrelli, giornalista RAI, e il Senatore Giovanni Legnini, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.

La conduzione dei lavori è stata a cura di Daria De Laurentiis, giornalista de “il Centro”. Si è detto che c’è una battuta d’arresto, per quanto riguarda il giornale, in quanto chiunque adesso può dare una notizia attraverso il web ed i social come facebook e twitter. Ognuno può essere giornalista dando testimonianza di una notizia. A questo si aggiunge, per quanto riguarda i libri, la nascita degli e-book da leggere direttamente in video, fenomeno però ancora marginale in Italia. Comunque internet pone in generale anche il problema dei diritti d’autore. Borrelli ha assistito a molti cambiamenti della comunicazione, avvenuti molto velocemente ma nessuno ha avuto il sopravvento sull’altro fino ad oggi. Egli si chiede se i nuovi mezzi soppianteranno gli altri oppure si potrà convivere. Infatti internet ha grandi possibilità ma non può essere accettato tutto acriticamente. Bisogna conoscerlo ed usarlo al meglio, non come un supermedia al di sopra degli altri ma in un rapporto dialettico con tutti i media. Del resto ci sono vari modi per usare la parola, quella scritta, quella parlata e le immagini che spesso possono essere di grande impatto. Ognuno è libero di dare notizie ma informare è anche una attività professionale. Non c’è solo una grade democraticità in internet ma anche il suo contrario. L’informazione è diventata guerriera con gli aggregatori di notizie, arrivando così ad una informazione a rischio. La crisi arriva fino all’edicoladove le vendite dei giornali subiscono un tracollo. Marco Solfanelli, Presidente Associazione Editori Abruzzesi, aggiunge che non si può combattere le trasformazioni ma accettarle puntando eventualmente a delle contromisure. In Italia si legge poco, si è investito di meno nella cultura. Non c’è un crollo effettivo della lettura, sembra che i giovani leggano un po’ di più. L’editoria abruzzese è stata sempre in crisi. Il problema sta nella piccola diffusione e di essere una piccola regione. Non è visibile, non è riconoscibile. Bisogna allora cercare questo valore aggiunto, quello che di specifico ha la cultura abruzzese e farlo emergere con tutto il fascino della sua storia. Pietro Brighella, editore web, è dell’idea, sostenuta da ricerche, che entro cinque anni la carta stampata sarà completamente soppiantata dal mezzo on line. Gli scrittori e giornalisti, sulla carta o sul web, continuano ad evere qualcosa da dire a volte collegandosi ad argomenti cruciali ed è il caso della nuova rivista multimediale on line “ZRAlt!” Angelus Novus Editore, presentata domenica mattina 15 Settembre dal suo Direttore Antonio Sgabarrini. La rivista è trimestrale e monotematica. E’ dedicata al rapporto tra catastrofe e creatività. Gasbarrini asserisce che una catastrofe, sperimentata sulla propria pelle, fa andare in tilt ma poi abilita una reazione di creatività. Non è un caso che il gruppo di “ZRAlt” nasce a L’Aquila, volendo però anche allargare il proprio sguardo. Infine, i giornalisti e gli scrittori possono anche aiutare la realtà a cambiare, nella stessa mattinata è stata presentata la seconda edizione del Premio “Ilaria Rambaldi” che promuove il giornalismo, le tesi di laurea ingegneristiche, la musica ed anche questa volta l’Avvocatessa Maria Grazia Piccinini, Presidente dell’associazione da cui nasce il Premio, ha ripetuto che ringrazia i giornalisti perchè si deve alla stampa un grandissimo aiuto per scoperchiare tutte le malefatte umane prima della catastrofe. A L’aquila si è scoperto ad esempio che la casa in Via Campo di Fossa, crollata anzi disintegrata riportando tra le vittime anche sua figlia, la giovane studentessa Ilaria, rappresentava già un pericolo per il fatto di essere stata edificata su un terreno con sotto delle grotte le cui cavità arrivavano a sette metri. Con tutto questo, c’è il pericolo di dimenticare perchè proprio su quel sito c’è un progetto di ricostruzione mentre la richiesta è quella di un parco della memoria. Dopo un avvenimento terribile ci sono due modi per reagire, o lasciarsi andare o ribellarsi ad esso. La seconda strada è più utile per la memoria anche perché la disperazione non serve a niente.

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