Processo d’appello a Salvatore Parolisi: chiesta la conferma dell’ergastolo

Romolo Como, procuratore generale della Corte d’Assise d’Appello de L’Aquila ha chiesto la conferma dell’ergastolo con tutte le aggravanti – crudeltà, minorata difesa e vilipendio del cadavere – per Salvatore Parolisi. 

Lo ha fatto nella tarda mattinata di oggi nella prima delle tre udienze fissate nel processo di secondo grado che vede come imputato di omicidio volontario della moglie Melania Rea, l’ ex caporalmaggiore del 235esimo Reggimento Piceno, Salvatore Parolisi. Già condannato in primo grado al massimo della pena Parolisi è arrivato intorno alle 8.30 a L’Aquila con un cellulare della polizia penitenziaria dal carcere di Castrogno di Teramo. E’ entrato nel palazzo di giustizia da un ingresso dal quale è stato impossibile riprenderlo e fotografarlo. Nell’aula l’imputato ha trovato ad attenderlo i suoi difensori, gli avvocati Walter Biscotti, Nicodemo Gentile e Federica Benguardato ma anche il padre di Melania, Gennaro, il fratello Michele della giovane mamma di e lo zio Gennaro. 

E’ un processo di secondo grado sul quale Biscotti, Gentile e la Benguardato  puntano molto. C’è la volontà, se riusciranno, di aprire una breccia e attraverso quella ribaltare la sentenza di primo grado con la quale, il 26 ottobre scorso, il giudice per le udienze preliminari di Teramo, Marina Tommolini, con rito abbreviato condizionato, condannò alla pena massima il loro assistito. I difensori puntano sull’esito delle nuove perizie, in particolare su alcune tracce di sangue per scagionare Parolisi, colpita da 35 coltellate. 

‘Esiste un contrasto su prove decisive tra i Ris e i giudici, uno dice che ci sono impronte dei piedi uno dice che ci sono impronte di mani. Chiediamo se sono piedi di chi sono, se sono mani di chi sono”. 

Di diverso avviso il legale della famiglia Rea, Mauro Gionni. “Credo non ci saranno sorprese – ha detto – perché da un rito abbreviato sono state avanzate richieste di rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale. Queste cose sono nella disponibilità dei giudici come lo erano in primo grado. Quindi l’ufficio può farle, quindi sono cose già discusse e non credo saranno accolte”.

“La Corte può anche dare una diversa motivazione e arrivare allo stesso risultato – ha affermato il procuratore generale. 

Le richieste di approfondimento richieste dalla difesa Parolisi saranno discusse dalla Corte nella giornata di lunedì, giorno in cui si saprà ci sarà la sentenza oppure un nuovo approfondimento sulle prove a carico dell’imputato.

Melania, come si ricorderà, fu trovata morta il 18 aprile 2011 a Ripe di Civitella del Tronto, località in provincia di Teramo. Il cadavere della giovane fu rinvenuto due giorni dopo la scomparsa da Colle San Marco, di Ascoli Piceno, dov’era andata per trascorrere alcune ore insieme al marito e alla figlioletta Maria Vittoria, che allora aveva 18 mesi. 

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