“Le volevo bene e la tradivo”

Parla Salvatore Parolisi. Per pochi minuti, ma parla. Chiede scusa ai Reia, li ringrazia per quanto fanno per sua figlia Vittoria, ma non aggiunge nulla, dettagli o spunti, per far luce sul delitto della moglie Melania quel maledetto 18 aprile die due anni fa.

L’ex caporalmaggiore prende la parola dopo che ha ultimato il suo intervento l’avvocato Valter Biscotti e prima che prenda la parola l’altro difensore, Nicodemo Gentile. I suoi legali puntano dritto a far accettare alla Corde d’Appello d’Assise de L’Aquila le richieste di nuovo accertamenti. Non solo. Biscotti ha incentrato tutto sulle debolezze della motivazione del giudice Marina Tommolini, che l’ottobre di un anno fa, condannò Parolisi all’ergastolo. “Abbiamo  ripercorso, passo per passo, punto per punto, le motivazioni della condanna di Salvatore e abbiamo indicato tutte le incongruenza, i passaggi non supportati da prove. Abbiamo dimostrato come Salvatore sia estraneo a tutti i fatti contestati”.

Poi è la volta dell’imputato: cinque minuti per dire ai Reia che “vi ringrazio per quanto fate per mia figlia Vittoria. Amavo Melania, anche se la tradivo”. Nulla di più. Ma li ha guardati in faccia, per la prima volta dopo l’assassinio di Melania.

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