Riforma forense, convegno a Pescara. Il vescovo di Sulmona scrive agli avvocati: “Siamo con voi”

Si terrà venerdì 4 ottobre alle ore 15 presso il Tribunale di Pescara, Aula Alessandrini, la tavola rotonda dal titolo “Riforma dell’Ordinamento forense: l’Avvocatura di Stato e lo stato dell’arte dopo 9 mesi dall’approvazione della Legge n. 247/2012”. All’incontro, organizzato dal Sindacato Avvocati Pescara, Associazione Nazionale Forense, interverranno l’avv. Ester Perifano, segretario generale A.N.F., l’avv. Lucio Del Paggio, consigliere C.N.F., l’avv. Claudio Neri, consigliere C.N.F., l’avv. Sergio Paparo, presidente Ordine Avvocati Firenze, l’avv. Ubaldo Perfetti, consigliere Consiglio Nazionale Forense. A moderare il dibattito l’avv. Marcello Pacifico, segretario del Sindacato Avvocati Pescara. La partecipazione all’iniziativa è valida per il riconoscimento di n.4 crediti formativi in materia di ordinamento forense. Le prenotazioni potranno essere effettuate on line sul sito Internet dell’Ordine degli Avvocati di Pescara “Formazione Continua”, nella sezione “Accesso a Riconosco”.

Intanto, sul rischio chiusura del tribunale sulmonese, c’è da richiamare la lettera che il vescovo della Diocesi di Sulmona – Valva Angelo Spina ha scritto agli avvocati sulmonesi, alla vigilia dell’incontro a Roma col ministro della Giustizia Cancellieri.   “Siamo solidali con tutti coloro che si stanno impegnando nella difesa del Tribunale di Sulmona in nome della costruzione del bene comune anche per questo territorio, in ogni settore sociale, economico, civile e culturale. La permanenza del presidio giudiziario è necessaria per la difesa dell’identità e della sussistenza di un territorio che quasi completamente coincide con quello della nostra diocesi. E’ facile intuire quali gravi conseguenze possano scaturire per il nostro territorio dalla definitiva soppressione del Tribunale non solo dal punto di vista economico, ma anche di sicurezza sociale. Siamo convinti che non si tratti di una semplice difesa di interessi particolari da parte di alcune categorie professionali, ma della necessità di rinsaldare le basi sociali, culturali ed economiche sulle quali costruire il nostro futuro. E’ senza dubbio un impegno gravoso – continua nella missiva il presule – ma siamo convinti che ci è richiesto, a tutti noi, un rinnovato esercizio di speranza. Alla luce della speranza ci è data la possibilità di scorgere che, grazie all’impegno di tutti i cittadini e dei responsabili istituzionali, è possibile promuovere una nuova vitalità per il nostro territorio. E’ necessario costruire reti, mettere in sinergia ogni sforzo, provare concretamente a tracciare un possibile futuro che possa superare i particolarismi e valorizzare le ricchezze e specificità che siamo chiamati a custodire e far fruttare. Solo così potremo affrontare fiduciosi non solo le problematiche relative alla geografia giudiziaria, ma anche quelle relative al lavoro e allo sviluppo. La speranza è dono del Signore – conclude – Ecco perché la comunità cristiana, oltre l’impegno in ogni campo per il bene comune nel nostro territorio, non deve mai cessare di invocare il Signore perché ci colmi di speranza”.

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