Marchionne a L’Aquila conferma gli impegni Fiat per l’Abruzzo

Il premio ‘Aprutium’, conferitogli dal Consiglio regionale, ha riportato in Abruzzo Sergio Marchionne. A L’Aquila, l’amministratore delegato di Fiat si è trovato faccia a faccia con i politici nostrani, un incontro che arriva dopo il 9 luglio scorso, quando Marchionne, in Sevel, annunciò nuovi investimenti. 700 milioni di euro per l’esattezza, distribuiti “nell’arco di cinque anni, che permetterà all’impianto di Val di Sangro,, organizzato secondo i principi del World Class Manufacturing, di confermarsi sempre di più uno stabilimento automobilistico all’avanguardia nel mondo – disse Marchionne in quella occasione-. Progetti  di rilancio per la fabbrica del Ducato, presente in quell’area da trent’anni, fondamentali per i 6200 dipendenti (con le aziende dell’indotto si arriva a toccare quasi 10mila lavoratori) ma anche per l’economia dell’intera regione. 

Impegni di Fiat per l’Abruzzo, ma anche della classe politica: soprattutto per la realizzazione di infrastrutture nell’area sangrina, necessarie come il pane per velocizzare la distribuzione del veicolo commerciale del gruppo torinese. Non solo. Gli interventi potrebbero essere fondamentali per rinnovare la joint venture paritetica tra Fiat Group Automobiles e Psa-Peugeot Citroen, grazie alla quale il 28 novembre 1981 fu avviata la produzione del Ducato, del Peugeot Boxer e del Citroen Jumper, che scadrà nel 2015.

La consegna del premio ‘Aprutium’ è stata quindi l’occasione per rinnovare gli impegni esposti qualche settimana fa per l’Abruzzo e per descrivere cos’è oggi la Fiat. 

“Continuano a resistere nel Paese tanti pregiudizi intorno alla casa automobilistica torinese, sulla qualità dei nostri modelli, su un’azienda monopolistica e assistita dallo Stato, su una presunta ingerenza nella vita politica. L’immagine della Fiat – ha affermato il manager – è rimasta per tanta parte dell’opinione pubblica un riflesso di quello che era negli anni Sessanta. Qualcuno alimenta questa distorsione della realtà in modo consapevole e pretestuoso. Il ritmo del cambiamento che la Fiat ha seguito è stato così veloce che in qualche modo ha contribuito ad ampliare la distanza col Paese” e l’azienda ha fatto “enormi sforzi negli ultimi dieci anni per uscire da un isolamento che ne avrebbe pregiudicato il futuro. E poi ha ribadito che la strategia della Fiat di “sfruttare il nostro patrimonio storico dei nostri marchi premium ci permetterà di contrastare gli effetti del crollo della domanda di auto in Europa che è ai livelli più bassi degli ultimi decenni. Avviare nuove produzioni nei nostri stabilimenti italiani, destinate a servire i mercati di tutto il mondo è un atto di coraggio contro il declino e un gesto di fiducia verso il futuro”. 

E’ stata poi la volta del presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, Nazario Pagano: “Dopo pochi anni dell’avvento di Marchionne in Fiat, il mondo è cambiato: nulla è stato come prima nella finanza e nell’economia reale, ed e’ storia di oggi. Sentivo giorni fa di un sondaggio fatto in Germania, patria di grandi case automobilistiche, dal quale risulta che l’automobile non è più ai primi posti nei desideri dei giovani: viene dopo lo smartphone, dopo il pc. Impensabile fino a qualche tempo fa! Capisco bene – ha aggiunto Pagano – quando Marchionne dice che quello automobilistico è un mercato difficile tant’é che nemmeno è sufficiente lanciare nuovi modelli a ripetizione, perché ogni lancio va preparato attentamente in un mercato nel quale le perdite in quota percentuale sono in doppia cifra quasi per tutti. Per gestire tutto ciò ci vuole un grande uomo e in questo caso è un grande abruzzese del quale io sono orgoglioso”. 

“Sogno un furgone Ducato che una volta uscito dagli stabilimenti di Atessa, poi rimanga qui in Abruzzo per la sue successive trasformazioni in molteplici applicazioni industriali. Un Ducato diventa autoambulanza, diventa camper, diventa minibus, oltre a infinite altre modalità di utilizzazione. Lo dobbiamo e possiamo fare qui, in Val di Sangro. Noi vogliamo industrializzare la trasformazione del Ducato in Abruzzo: questa e’ la nostra proposta”. 

Ha detto il capogruppo del PD Camillo D’Alessandro, nel suo intervento. “Assumiamo l’impegno che mai più possa accadere di non inserire quale infrastruttura strategica prioritaria il completamento della FondoValle Sangro. Noi – ha continuato D’Alessandro rivolgendosi a Marchionne – le garantiamo il diritto alla velocità degli spostamenti e ci candidiamo a essere il primo partner industriale della Fiat”. D’Alessandro, infine, ha chiesto in modo diretto a Marchionne di aprire la seconda fase delle relazioni sindacali in Italia. “Dopo lo scontro – ha concluso l’esponente del PD – dopo i pronunciamenti della Corte costituzionale, dopo la chiarezza delle posizioni, nel rispetto della volontà della maggioranza dei lavoratori e dei contratti sottoscritti, nel rispetto del diritto alla rappresentanza sindacale, lei può riannodare il filo spezzato”.

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