Squalo elefante, pescato nelle acque abruzzesi, messo in vendita al mercato ittico

Gli uomini della Direzione marittima laziale hanno sequestrato nel mercato di Guidonia Montecelio, in provincia di Roma, pezzi di uno “squalo elefante”, per un totale di circa 700 chili, che sarebbe stato messo in vendita illegamente come “squalo manzo”. Lo squalo elefante è una specie protetta dalla convenzione di Washington e per questo sarebbe stato spacciato per “squalo manzo”, una specie pescabile e dalle carni prelibate. La Direzione marittima è intervenuta insieme al Corpo Forestale dello Stato del servizio Cites a seguito delle indagini della Guardia Costiera di Pescara. L’esemplare (Cethorinus maximus), lungo 7 metri e del peso presunto di oltre una tonnellata, è stato scovato dal personale della Guardia costiera del capoluogo adriatico prendendo spunto da una fotografia trovata su un sito web e, successivamente, grazie ad una serie di informazioni reperite attraverso foto e commenti postati su vari social network. A quanto pare prima di finire al mercato di Guidonia Montecelio lo squalo è stato fatto a pezzi in mare (è stato mutilato della coda e della testa) dopo essere stato pescato nelle acque abruzzesi da un motopeschereccio il cui comandante è stato denunciato all’autorita’ giudiziaria. Studiosi e associazioni ambientaliste si sono appassionati delle sorti di questo squalo dopo aver visto l’incredibile foto che ha fatto il giro del web e che mostra i pescatori a cavalcioni sulla preda.

A Lanciano, invece, gli uomini della Forestale hanno catturato in un condominio, dove aveva trovato riparo, una nutria da 10 chili.  L’animale (nome scientifico Myocastor Coypus), originario del Sud America, non è sfuggito agli occhi degli abitanti di via Brasile che hanno prima chiamato i vigili urbani e poi la forestale per denunciare la curiosa presenza del roditore, somigliante più a un piccolo castoro che a un topo. L’animale, piuttosto spaventato dalla presenza dei curiosi e praticamente rimasto immobile per tutta la mattinata nel giardino, è stato prelevato senza problemi dalla forestale di Lanciano e poi trasportato nel Centro rapaci e mammiferi di Pescara, diretto dal veterinario Luca Brugnola. La Nutria verra’ sottoposta a delle analisi, anche se apparentemente non sembra presentare particolari problemi di salute. “E’ un fatto a dir poco insolito, la Nutria frequenta luoghi in prossimità di fiumi, non di certo il centro città – ha spiegato l’ispettore della forestale di Lanciano, Massimiliano Borrelli.

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