Pronto a diffondere su internet gli incontri con l’amante: arrestato per estorsione

Una frequentazione “clandestina” che una 57enne del frentano aveva avuto, per qualche tempo, con un uomo di 50 anni di Casoli, noto alle forze dell’ordine, si è trasformata in un vero e proprio incubo per la donna che, dopo la passione, si è vista ricattare dal suo amante. A mettere fine a questa vicenda ci hanno pensato i Carabinieri della Stazione di Torricella Peligna che, la scorsa sera, hanno arrestato l’uomo con l’accusa di estorsione. La malcapitata, a sua insaputa, era stata filmata durante gli incontri passionali avuti con l’uomo e poi ricattata dallo stesso che l’aveva minacciata di divulgare su internet le scene a “luci rosse” se si fosse rifiutata di consegnarli 200 euro. 

La donna non ha però ceduto all’estorsione messa in atto dal suo amante pensando che a questa richiesta di denaro ne sarebbero seguite delle altre. La 57enne ha scelto di chiedere aiuto agli uomini dell’Arma denunciando l’accaduto e raccontando ai militari di aver fissato un appuntamento con il suo aguzzino per scambiare il denaro con la telecamera contenente i filmati incriminati. All’incontro, fissato nei pressi di  un distributore di benzina, si sono recati anche i Carabinieri della Stazione di Torricella Peligna che, dopo aver assistito allo scambio concordato tra i due, hanno fermato l’uomo mentre si allontanava con le banconote preventivamente fotocopiate dai militari. Per il 50enne sono quindi scattate le manette ai polsi con l’accusa di estorsione e, su disposizione dell’A.G., è stato associato alla casa circondariale di Lanciano.

A chieti, un cittadino rumeno di 23 anni, destinatario di un mandato di arresto europeo emesso dall’Autorità Giudiziaria rumena con l’accusa di furto, è stato tratto in arresto, ieri sera, dai Carabinieri della Stazione di Sambuceto. L’uomo, che dovrà scontare la pena di 3 anni di reclusione, è stato rintracciato dagli uomini dell’Arma nella sua abitazione a Sambuceto dove viveva con la famiglia. Le indagini dei militari, avviate a seguito della segnalazione dell’ufficio S.I.R.E.N.E, l’ufficio di cooperazione internazionale delle forze di polizia, hanno permesso di accertare che il rumeno, da circa due anni, si era stabilito nella provincia di Chieti dove svolgeva l’attività di operaio. Dopo l’arresto il 23enne è stato associato presso la casa circondariale di Chieti a disposizione della competente Autorità Giudiziaria in attesa dell’attivazione delle procedure di estradizione da parte della Romania. 

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