SASI: acqua bollente sulla gestione Scutti

La guerra dell’acqua continua. Non è mai cessata e in questi anni ha spesso messo  contro i sindaci soci della Sasi. E non è una novità che centrodestra e centrosinistra si diano battaglia sulla gestione della società per il servizio idrico integrato, spa che gestisce acquedotti, depurazione e fognature per i 92 Comuni della Provincia di Cheti ricompresi nel territorio dell’A.T.O. 6 Chietino. Novantasei comuni, per l’appunto, con una popolazione di oltre 150 persone, rappresentano un bacino elettorale non indifferente. Senza contare poi che per assicurare l’acqua, bene di prima necessità, debbano esserci interventi d’ogni genere, quindi lavori, manodopera ecc. Ovvio, quindi, che il controllo dei partiti diventi importante, strategico. Così i cittadini-utenti, da anni assistono a scontri politici, accuse reciproche tra uno schieramento e l’altro, ricorsi alla magistratura e a conti ‘chiacchierati’ sulla gestione della società. Bilanci sui quali si sta cercando di fare luce dal momento che proprio ieri è arrivata voce che Domenico Scutti, di recente riconfermato alla presidenza del cda della Sasi, i consiglieri Vincenzo Palmerio, di Lanciano, e Giuseppe Di Vito, di Vasto, sono indagati per il bilancio 2010, approvato a luglio 2011, nel quale sarebbero state omesse informazioni, imposte per legge, sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria, inducendo in errore i creditori, con danno e l’aumento della tariffa dell’acqua.

Oltre all’ultimo consiglio di amministrazione, figurano indagati anche i componenti del precedente cda, cioé l’ex presidente Gaetano Pedullà, di Lanciano, Camillo La Barba, di Canosa Sannita, e Giuseppe Masciulli, di Palmoli. A loro viene contestato l’approvazione del bilancio 2009, approvato nel 2010 e una quindicina di fatture emesse dall’Aca spa per prestazioni di fornitura idrica effettuale in quell’anno, per 563.332 euro. 

Le decisioni arrivate dal Palazzo di Giustizia hanno anticipato di qualche ora la conferenza stampa che il Coordinamento dei Sindaci di centro destra ha tenuto a Lanciano, alla presenza del parlamentare Fabrizio Di Stefano. 

“Sulla vicenda dei bilanci a noi interessa il dato politico che emerge e non commentare gli avvisi di garanzia ricevuti dai vari CdA della SASI delle precedenti gestioni, questo lo lasciamo fare alla magistratura – hanno commentato Patrizia De Santis, sindaco di Castel Frentano -. Quei bilanci, che noi abbiamo sempre contestato, anche formalmente con atti e che non abbiamo mai sostenuto con il nostro voto, oggi vengono ritenuti assolutamente non corretti da un organo giudiziario. E’ un dato politico su cui la sinistra non può sottrarsi perché se quei bilanci fossero privi di fondamento la situazione gestionale dell’Ente si troverebbe in pieno caos e questa è una responsabilità politica ben precisa che il PD si deve caricare tutta. Ancora di più poi per aver pervicacemente voluto la riconferma del Presidente Scutti alla guida di questo Ente che oggi è stato da noi formalmente diffidato a notificare il risultato che l’assemblea dei sindaci ha stabilito in data il 7 ottobre u.s. e che ha visto l’elezione di due rappresentanti della loro lista nel CdA ed uno, Patrizio D’Ercole come espressione della nostra componente. Se ritenesse che in virtù della spending review tale nomina non rientrasse nei canoni di legge dovrebbe anche lui come abbiamo fatto noi per il bilanci, rivolgersi ad un soggetto giudiziario terzo e legittimato, altrimenti commetterebbe un’ennesima irregolarità gestionale e ci vedrebbe costretti nuovamente ad interessare gli organi giudiziari. Anche su questo chiamiamo in causa il Partito Democratico, in primis i sindaci di Lanciano e Vasto. Cosa teme Scutti? Che un esponente di centro destra possa andare ad osservare da vicino la regolarità dell’intera gestione del suo CdA a cominciare dagli incarichi assegnati ai professionisti e ditte per arrivare poi anche alle consulenze? Stia pur certo che lo faremo comunque. Ma quella sinistra che tanto si è riempita la bocca sulla necessità che l’acqua continui ad essere un bene pubblico oggi consente a Scutti di gestire la SASI come fosse cosa propria e non dovessero rispondere ai cittadini che sono gli unici proprietari della cosa pubblica ed in questo caso dell’acqua”

Ma a proposito di spese, spunta fuori una perizia sulla valutazione dei beni gestititi dalla Sasi, non giurata, disposta dall’ultimo consiglio di amministrazione che nel maggio scorso si è aggiudicata uno studio tecnico di Guglionesi, in Molise, il cui titolare è socio della Jericho srl, società con sede legale in San Benedetto del Tronto, di cui sarebbe amministratore unico Domenico Scutti. Un lavoro di due settimane, pagato 50mila euro (tanto è stata l’offerta al ribasso), che ha fatto salire di quasi due milioni di euro il valore in considerazione della manutenzione straordinaria sugli impianti. Manutenzione, a quanto pare, della quale non era a conoscenza la società del patrimonio, così come sarebbe previsto. Non solo. L’ultima perizia eseguita, qualche anno fa e giurata, sempre relativa alla valutazione dei beni della Sasi, durò due anni è vide impegnati ben 2 ingegneri e altrettanti geometri. Anche sulla discussa pianta organica della Sasi, è venuta fuori una fattura, pagata dalla società a uno studio legale di Bologna al quale è stata chiesta una consulenza. Un compenso parziale di 20109,60 euro. Studio nel quale , tra  l’altro, lavorerebbe il figlio di uno di consiglieri dell’ultimo cda della Sasi.

Intanto Marco Fars, Segretario PRC Abruzzo, Riccardo Di Gregorio, Segretario PRC Chieti del Partito della Rifondazione Comunista – Circolo di Lanciano hanno chiesto ai sindaci soci l’immediata revoca dell’incarico a Scutti “C’è bisogno di un netto cambio di rotta per la SASI e la gestione dell’acqua in Provincia di Chieti, così come viene portato avanti in questi anni dal Comitato Acqua Bene Comune di Lanciano e Vasto (che il Partito della Rifondazione Comunista sostiene sin dall’avvio della pluriennale mobilitazione). Sin dalla prima assemblea dei sindaci, avvenuta il 5 Agosto scorso (73 giorni fa!), è stato chiesto ai sindaci di non interessarsi soltanto alla spartizione delle poltrone del Consiglio di Amministrazione ma di mettere al centro il “bene comune” e la sua tutela. La precedente gestione Scutti – affermano Fars e Di Gregorio – è apparsa sempre più discussa e discutibile sotto tantissimi aspetti, dalla netta e totale chiusura verso le istanze della cittadinanza e dei comitati al rispetto dei referendum del Giugno 2011 fino al contenzioso con l’ACEA(uno dei rilievi mossi dagli odierni avvisi di garanzia e tra i punti centrali anche dell’esposto della settimana scorsa del Comitato Acqua Bene Comune di Lanciano). Mentre i cittadini e le cittadine della Provincia di Chieti soffrono ogni estate di più una inaccettabile cronica mancanza d’acqua nelle case (ma non solo l’estate, due giorni dopo l’elezione del “nuovo” CdA i cittadini e le cittadine vastesi hanno potuto “festeggiare” con un’intera giornata senza fornitura d’acqua)  – i sindaci di PD, PDL e UDC hanno svolto tre assemblee della SASI interessandosi unicamente della spartizione delle poltrone nel nuovo Consiglio di Amministrazione, arrivando a riconfermare la propria fiducia in Domenico Scutti, sulla cui gestione già varie indagini della magistratura erano in corso. Il non interessarsi minimamente di queste indagini, il non puntare sulla totale trasparenza e informazione alla cittadinanza di quanto stava accadendo, il voler mettere interessi di partito davanti a tutto e tutti decidendo di riconfermare senza alcun indugio una gestione a dir poco discussa e discutibile, appare oggi ancor di più nella sua gravità e insostenibilità. La magistratura farà il suo corso, e siamo ben consci che per la legge italiana nessuno è colpevole fino alla sentenza definitiva, ma l’attuale rotta non può proseguire. I Sindaci di PD, PDL e UDC – se ancora hanno un seppur minimo interesse al “bene comune” Acqua e ad una sua gestione limpida, chiara e trasparente (quello che finora non è stato, né nella gestione che nella qualità delle acque stesse), si riuniscano immediatamente e rimuovano questo Consiglio di Amministrazione, su cui gli avvisi di garanzia di questi giorni pesano come macigni. Diano avvio ad un netto cambio di rotta e scelgano le migliori professionalità possibili, lontani da interessi particolari e di partito. Persone che riportino il bene comune al centro, che tutelino i cittadini e le cittadine, che perseguano il rispetto dei referendum del giugno 2011 e la fusione ISI-SASI, eliminando anche quest’ulteriore clamorosa situazione di due società, con gli stessi soci e che si occupano della medesima gestione, già ampiamente censurata dalla Regione e che non è in linea con la normativa nazionale.

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