Riapre i fedeli la chiesa parrocchiale di Carrufo

Dopo oltre quattro anni dalla terribile notte del 6 aprile 2009, torna a ospitare i fedeli la chiesa parrocchiale di Carrufo, piccola frazione di Villa Santa Lucia, posizionata fra Ofena e Castel del Monte, alle pendici del Gran Sasso.

Domenica 27 ottobre Mons. Angelo Spina,  Vescovo della Diocesi Valva-Sulmona, alle ore 11 celebrerà una Messa solenne, coadiuvato dal parroco Don Joseph Mazzola, con una cerimonia di riapertura simile a quella della Porta Santa. La celebrazione sarà accompagnata da canti liturgici eseguiti dal gruppo “Ensemble vocale e strumentale Associazione Movimus”, diretto dal Maestro Vittorio Tonus. Il restauro della chiesa, intitolata al protettore San Carlo Borromeo, è stato effettuato dalla impresa edile Maria Serena Pacione; egregiamente condotto per circa un anno, ha riportato all’aspetto originario una struttura realizzata interamente in pietra, risalente al 1622, quando Mons. Carducci, in visita a Colle Venatorio, oggi vuoto e dirupo, si diresse nel vicino borgo di Carrufo, ricevendo una grande e calorosa accoglienza dalla folla, nella Cappella di Sant’Antonio, istituita da Don Domenico De Luca di Villa Santa Lucia. Colpito, ne ordinò l’ampliamento, dedicandola a San Carlo Borromeo, nipote del Papa Pio III Piccolomini, commendatario di San Pietro ad Oratorium. Nel 1875 Francesco Ciccone, per miracolo ricevuto in un assalto di Briganti, fece erigere la grande navata dedicata all’Immacolata Concezione.

All’inizio degli anni ’50, dopo la Guerra, l’edificio aveva subito già un restauro che, privilegiando il cemento, aveva sì restituito solidità, ma l’aveva privato di riferimenti culturali, di un coro ligneo, di inferriate in ferro battuto, di colonnine in pietra nella parte dedicata all’organo, create tutte da artisti e maestranze locali. Suggestiva e austera si presenta oggi l’intera struttura, tutta realizzata in pietra locale che la popolazione agricola e pastorale del tempo, animata da grande fervore religioso, aveva prelevato dai monti circostanti e trasportato manualmente con grandi sacrifici.

All’interno delle due navate spiccano la “Madonnella della Pietà” proveniente da Colle Venatorio, un piccolo pulpito realizzato in arte povera e una tela settecentesca di San Carlo restaurata da qualche anno.

La popolazione ringrazia le autorità e quanti si sono prodigati per la realizzazione del progetto, nonché coloro che si sono dati da fare per il riassetto interno della chiesa. E’ una bella occasione per visitare il piccolo borgo medievale ancora profondamente ferito, ma comunque determinato a mantenere vive le sue tradizioni e immerso in un contesto naturalistico di grande bellezza, all’interno del Parco nazionale Gran Sasso-Monti della Laga.

Carrufo negli anni passati ebbe una certa notorietà grazie alla visita del cantante canadese Michel Bublé, al centro di uno strepitoso successo, che arrivò alla ricerca delle sue radici, in quanto uno dei nonni raggiunse il Canada emigrando dal piccolo centro aquilano.

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