Alta velocità, Melilla interroga Ministro dei Trasporti

Media giornaliera di oltre 5 mila viaggiatori con 133 treni, di cui 94 regionali e interregionali, 20 frecce bianche, 19 intercity. Sono i numeri che fa registrare la stazione di Pescara, che rischia, insieme a tutta la tratta abruzzese di restare fuori dall’alta velocità e più in generale dai processi di modernizzazione del sistema ferroviario.

Una ipotesi che il deputato di Sinistra Ecologia e Libertà, Gianni Melilla, vuol scongiurare ed ha per questo presentato un’interrogazione a risposta scritta al Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture. Interrogazione nella quale Melilla chiede dir sapere ”quali siano le ragioni delle scelte antieconomiche e irrazionali di Trenitalia e se intenda operare affinché l’Abruzzo non sia tagliato fuori. Da metà novembre dalla stazione di Ancona, oltre a Trenitalia, anche la compagnia ferroviaria privata collegherà le Marche al nord del Paese con treni ad alta velocità; la stazione di Pescara e l’intero Abruzzo rimarranno fuori dall’alta velocità con una grave penalizzazione per un bacino di oltre 1 milione e 300 mila cittadini; la stazione di Pescara ha un traffico superiore a quello di Ancona, con una  per cui la scelta di non partire da Pescara, cioé ad appena 100 km a sud, appare irrazionale ed antieconomica; ciò nonostante, la politica inaccettabile di costante spoliazione del sistema ferroviario abruzzese che negli ultimi anni ha tagliato da Pescara le relazioni con Napoli, ha soppresso o sospeso decine di treni, a partire dalla Sulmona-Carpinone, dalla Avezzano-Roccasecca, ha peggiorato i tempi di percorrenza verso Roma, utilizza materiale rotabile vecchio e spesso sporco e privo di ogni servizio; Trenitalia aveva annunciato interventi di velocizzazione con investimenti e l’utilizzo di treni piu’ veloci e confortevoli lungo la linea adriatica abruzzese, ma di questi impegni non si vede traccia alcuna”.

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