Omicidio Ceci: ai Ris l’esame di alcuni reperti per risalire al Dna dell’assassino

L’esame di alcuni reperti trovati nell’auto usata dal killer di Italo Ceci, ucciso a Pescara il 20 gennaio 2012, sono stati affidati questa mattina dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pescara, Maria Michela Di Fine, nel corso dell’incidente probatorio, al maresciallo capo del Reparto investigativo scientifico di Roma, Valentino Tullio. Si tratta di analisi importanti in quanto da quelle tracce verrà estratto il Dna e si potrà eseguire una comparazione con il Dna dei tre indagati, cioé Massimo Ballone, Mario Di Emidio e Michele Rossoni, indagati per omicidio in concorso. I tre, oggi erano presenti in aula. In questi giorni hanno ricevuto l’avviso di accertamento tecnico non ripetibile. 

I reperti da esaminare sono un cerotto, un filtro di sigaretta, un pezzo di unghia e formazioni pilifere. Erano sulla Fiat “Punto” rubata a Montesilvano e ritrovata dalla polizia dopo l’omicidio di Ceci, avvenuto tra piazza Martiri Pennesi e via De Amicis. La prossima udienza è stata fissata per il 21 novembre. 

In quell’occasione il gip affiderà un altro incarico per individuare eventuali tracce su tre bossoli rinvenuti e sequestrati a carico di ignoti dalla polizia in uno scantinato di una via della città di Pescara. Ad occuparsi delle indagini è la squadra mobile di Pescara, diretta da Pierfrancesco Muriana, che dopo l’assassino ha ricostruito e diffuso l’identikit del killer, visto sul luogo del delitto prima di fuggire. 

Ceci aveva 58 anni, e in passato era stato uno dei componenti della banda Battestini, insieme a Ballone, ma una volta interrotti i rapporti con il passato, lavorava nel negozio di vernici Color dove l’assassino lo ha ucciso.

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