Giusy Versace: quando il coraggio diventa rinascita.

Quella di Giusy Versace poteva essere una storia come tante: figlia di papà, rampolla di una delle famiglie caposaldo della moda italiana, bella, intelligente e ben educata. 

Invece Giusy decide di staccarsi dalle comodità della famiglia per provare a farcela con le sue sole forze, lotta, fatica ed alla fine ce la fa. Si crea una sua vita, una vita indipendente dalle agevolazioni che un cognome come il suo può portare senza troppi sacrifici. 

Poi gli eventi la mettono alla prova, una delle più grandi che una persona possa trovarsi ad affrontare. A causa di un incidente perde le gambe, che il guardrail trancia via di netto dal ginocchio in giù, e da qui inizia la sua storia, il suo “dopo”, come spiega in apertura del suo libro “Con la testa e con il cuore si va ovunque”. 

Giusy ha accolto l’invito dell’associazione culturale “LiberaMente” e questa mattina è stata a Lanciano, presso il Polo Museale Santo Spirito per raccontare la sua storia di coraggio e di rinascita. 

Assieme a lei una rappresentante dell’associazione, il vice sindaco di Lanciano Pino Valente ed il regista e attore Stefano Angelucci Marino, che con grande intensità, ha letto alcuni passi tra i più belli e significativi del libro.

Nella sala congressi, gremita anche per la presenza di un centinaio di alunni delle scuole superiori del paese, il silenzio commosso per la toccante testimonianza di Giusy ha lasciato spesso il posto a forti applausi volti ad accompagnare la sua grande emozione,   ancora viva ed intensa a distanza di sette anni dall’incidente.

Dal quel giorno di agosto del 2005, Giusy ha compiuto grandissime imprese che, come ha sottolineato lei stessa, se avesse vissuto un’esistenza senza disabilità, probabilmente non sarebbe mai riuscita a compiere nell’arco di una vita sola. Ha ripreso a camminare, a guidare l’auto ed il motorino, ha fondato “Disabili no Limits”, una Onlus che raccoglie fondi per donare ausili a chi non può permetterseli e, nonostante il parere contrario di qualche medico, ha ripreso anche a praticare sport e a correre, vincendo molte gare agonistiche e segnando, tra l’altro, il record italiano sui 200 e 100 metri ed il record europeo sui 100 metri. 

L’incidente e l’amputazione delle gambe le hanno portato molto dolore e molte difficoltà, ma anche tanto amore per la vita e per gli altri, e la consapevolezza che la vita è un dono e va affrontata sempre a testa alta nonostante gli ostacoli che il destino può riservare. 

E di questo dono Giusy vuole abbracciare ed affrontare tutto, senza riserve e lamenti.

“Se avessi una bacchetta magica e un solo desiderio da esprimere” – dice nella conclusione del libro- “una cosa è certa: non tornerei indietro”. 

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