Casa Circondariale di Lanciano: presentata la prima Carta dei servizi sanitari per i detenuti

Questa mattina, presso la sala conferenze dell’Istituto penitenziario di Lanciano, è stata presentata la prima Carta dei servizi per l’assistenza sanitaria in carcere, alla presenza della stampa e di una rappresentanza di detenuti della Casa Circondariale. All’iniziativa hanno preso parte Lucia Avantaggiato, Direttore dell’Istituto penitenziario, Francesco Zavattaro, Direttore generale della Asl, Francescopaolo Saraceni, responsabile dell’unità operativa di “Medicina Penitenziaria” della Asl, Bruna Brunetti, Provveditore dell’Amministrazione Penitenziaria Abruzzo-Molise, e Luigi De Fanis, Assessore regionale alla Prevenzione. 

Questa carta “indica i compiti delle varie figure professionali presenti negli Istituti, segnala le modalità per accedere ai servizi sanitari e le regole comportamentali necessarie per consentire il miglior funzionamento dell’assistenza sanitaria in carcere”. 

Nel dettaglio, i principi fondamentali della Carta dei servizi sono: la gratuità delle prestazioni mediche, l’uguaglianza e l’imparzialità, la partecipazione, affinché i detenuti e le associazioni di volontariato presenti negli Istituti siano coinvolti per esprimere opinioni e suggerimenti utili alla verifica della qualità dei servizi; la continuità della cura e la riservatezza. 

Inoltre, sono stati posti ulteriori obiettivi, da realizzare nel breve futuro, sempre in materia di diritto alla salute in carcere, quali il potenziamento della tutela della salute mentale, l’attivazione dell’assistenza psicologica, l’acquisto di due ecografi per i presidi sanitari penitenziari di Chieti e Vasto ed, in ultimo, l’attivazione dell’assistenza medica h24 nel Presidio Sanitario Penitenziario di Lanciano.

In chiusura di conferenza, una copia del documento è stata consegnata ad un rappresentante dei detenuti, che ha posto l’attenzione su diversi altri aspetti critici della vita in carcere sottolineando come, nonostante si stia già lavorando molto in merito alla loro condizione, il cammino sia ancora lungo affinché gli Istituti penitenziari possano diventare appieno un luogo di rieducazione. 

 

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