La Fiom Cgil esamina la crisi occupazionale in provincia di Chieti. I dati della Confesercenti sul terziario

Lunedì prossimo, 2 dicembre il Direttivo Provinciale della FIOM CGIL di Chieti, si riunirà per affronterà le problematiche lavorative in provincia di Chieti e per lanciare la settimana di mobilitazione promossa dalla FIOM Nazionale a Roma, l’11 e 12 dicembre, che culminerà con una manifestazione davanti a Palazzo Chigi, per riunificare le lotte in corso in tutto il settore metalmeccanico per la difesa del lavoro, per bloccare i licenziamenti, per una nuova politica industriale e di investimenti anche attraverso l’intervento pubblico nel nostro Paese, contro le privatizzazioni e i piani di cessione, per il rifinanziamento e l’estensione degli ammortizzatori sociali e dei contratti di solidarietà.  

La crisi del sistema produttivo italiano è di eccezionale gravità e la ricerca e l’innovazione devono costituire il motore di questo processo di cambiamento.

“La fase di emergenza va affrontata aprendo un grande ciclo di investimenti in tecnologie e innovazione di prodotto e di processo – dice  Il Segretario Provinciale Fiom Cgil Chieti, Mario Codagnone – da incentivare in forma strutturale, in linea con gli obiettivi in tema di programmazione dei fondi europei. Tra le priorità di tali interventi rientra il sostegno ai settori manifatturieri, ad alta intensità occupazionale e ad alto valore aggiunto, per attivare in particolare politiche mirate all’internazionalizzazione e alle esportazioni, al fine di ridurre i processi di delocalizzazione verso i Paesi a basso costo del lavoro. La battaglia per il lavoro, il salario, i diritti deve rimanere al centro dell’iniziativa del Sindacato anche nella nostra Provincia, dove la situazione produttiva ed occupazionale presenta situazioni di forte crisi, di licenziamenti e di chiusure di aziende. Penso alla situazione di crisi della Sider Vasto, dove sono quindici mesi che non si lavora, non si trova ancora una soluzione industriale di rilancio e c’è il rischio che 54 persone rimangano senza lavoro; sembra esserci un acquirente dello stesso settore fortemente interessato. E’ necessario che la Proprietà della Sider trovi una soluzione seria come quella trovata per l’acciaieria di Rubiera. Bisogna fare in fretta, gli ammortizzatori sociali stanno per finire. Penso al fallimento della Società Valsinello di Gissi con 76 lavoratori finiti in mobilità, al blocco della Valteck con altri 15 lavoratori fermi, che al momento non hanno nessun ammortizzatore sociale; in entrambe  ci sono tecnologie e professionalità da recuperare ad un discorso produttivo. Penso alla chiusura della ditta ACS della Valdisangro che produceva spugne per i sedili del Ducato Sevel e che solo una Direzione aziendale miope e arrogante ha potuto compiere , non rispettando la lotta e i sacrifici di 23 lavoratrici e lavoratori. Penso alla forte riorganizzazione della Honda Italia di Atessa, dalla quale, a causa della forte crisi delle vendite dei motocicli in Italia ed in Europa, sono usciti circa 300 lavoratori ed altri centinaia di posti di lavoro si sono persi nell’indotto. In questi mesi vi sono stati pesanti sacrifici dei lavoratori. L’accordo sottoscritto al MISE dovrà permettere entro il 2016 il risanamento e il rilancio produttivo ed occupazionale; se questo accadrà la Honda rimarrà realmente una risorsa per il territorio e per l’indotto ora in forte sofferenza. Servono più commesse alla Honda e più lavoro di fornitura da fare in zona per l’indotto che per resistere dovrà cercare anche di diversificare le proprie commesse. Tante altre sono le situazioni di sofferenza nella nostra provincia che richiedono un impegno forte di lotta e di solidarietà a difesa dell’occupazione e politiche attive per salvaguardare e creare nuovo lavoro, per dare un futuro ai giovani.

La Confesercenti ha presentato un rilevamento relativo ai primi 10 mesi del 2013 nel quale si mette in luce la crisi del terziario in provincia di Chieti. Secondo lo studio si evidenzia che nella provincia teatina il volume delle imprese del terziario è sceso del 2,4 per cento, a fronte di una media nazionale del -0,6 per cento e di una media regionale positiva per appena lo 0,2 per cento. La situazione della città di Chieti è ancora più grave con un calo del 3,4 per cento. Gli indicatori nel capoluogo sono quasi tutti negativi: scende il numero dei negozi di abbigliamento (-2,2 per cento), dei ristoranti (-5,2 per cento), delle edicole (-4,3 per cento) e subiscono un vero tracollo i distributori di benzina (-9,7 per cento) e le rivendite di carni e lavorati collegati (-18,8 per cento). In controtendenza, anche se con ritmi inferiori alle medie abruzzese e italiana, le attività di vendita online (+12,5 per cento), i bar (+1,5 per cento), i fruttivendoli (+10 per cento) e, come previsto, le rivendite di sigarette elettroniche, tipologia sconosciuta solo qualche mese fa tanto da registrare un incremento su base annua del 200 per cento. Più attenuati gli indicatori nel resto della provincia.

“La violenza della crisi dimostra come si stia destrutturando il tessuto economico tradizionale – spiegano il presidente provinciale di Confesercenti Franco Menna ed il direttore Lido Legnini – specialmente nei centri minori e nelle aree interne, dove la gelata dei consumi ha aggravato una situazione già estremamente precaria. Tuttavia in questa provincia, pur con dei distingui che interessano certamente le città della costa, siamo costretti a denunciare una situazione ancora più delicata: i segnali di dinamismo che pure si iniziano ad intravedere altrove, qui sono drasticamente più deboli». Secondo Confesercenti particolarmente preoccupante «è la situazione del capoluogo, che stenta a trovare la capacità di riprendersi un ruolo nel contesto dell’area vasta e nel suo comprensorio classico. Qui dovrà essere fatto un lavoro in più da parte delle amministrazioni, perché così non si va da nessuna parte». Anche per questa ragione giovedì 28 a Chieti, nella sede provinciale dell’associazione in via Spezioli 30/32 presso il Theate Center, si terrà alle 15 un’assemblea per presentare i nuovi bandi che finanzieranno sia le imprese attive che le idee imprenditoriali. «Ci sono opportunità che vanno colte al volo – spiegano Menna e Legnini – e ai piccoli imprenditori di Chieti, oltre che agli aspiranti imprenditori, chiediamo di partecipare all’incontro perché rimboccarsi le maniche è l’unica strada percorribile”.

 

Area merceologica

 

Diff. %

2013/2012

Provincia Chieti

Diff. %

2013/2012

Città Chieti

Diff. %

2013/2012

Media Italia

Abbigliamento e calzature

-4,8

-2,2

-2,1

Imprese di alloggio

0,0

0,0

+4,1

Edicole e rivendite giornali

-5,6

-4,3

-2,0

Articoli per fumatori

+79,2

+200

+24,4

Commercio elettronico

+32,7

+12,5

+16,3

Bar, birrerie, enoteche

+1,0

+1,5

+2,1

Commercio carni lavorate

-6,6

-18,8

-1,0

Ristorazione

+1,2

-5,2

+3,7

Ortofrutta

+6,7

+10,0

+2,8

Distributori carburanti

-5,3

-9,7

-4,0

Totale commercio dettaglio

-2,4

-3,4

-0,6

Fonte: Confesercenti su dati Unioncamere

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